Il caldo autunno del Salento

Venerdì, 29 settembre 2017 - - Categoria: Editoriale

I meteorologi giurano che la stagione invernale sarà una delle più rigide degli ultimi anni, ma intanto il Salento continua a offrire materiale naturale per i selfie che fanno il giro dei social, suscitando le più svariate reazioni di chi è prigioniero delle grandi metropoli del Nord. Ma se l'onda lunga dell'estate non è ancora finita, non è il caso di cullarsi sugli allori. Il boom registrato nell'estate 2017 dal Salento lascia irrisolti non uno ma molti nodi, ad iniziare dai trasporti con un sistema di spostamenti interni che non può accontentarsi di una versione più o meno aggiornata di Salentoinbus, mentre resta un problema scottante quello del collegamento con gli aeroporti, con le tariffe dei minibus privati che spesso e volentieri superano i costi di una normale linea low cost. Per non parlare dei rifiuti che costellano troppe strade dell'entroterra e non solo.

Insomma, il caldo autunno del Salento, lascia tutto il tempo di riflettere e porre rimedio per non tornare ad affrontare l'alta stagione in emergenza. Intanto a ottobre riparte la stagione degli eventi più a misura d'uomo. E non a caso a fine ottobre con "Conversazioni sul futuro" si apre una interessante finestra di riflessione sul mondo che cambia attorno a noi, con nomi di rilievo del panorama non solo nazionale che spingono le nuove generazioni a immaginare nuove visioni. Ed è forse proprio quello che manca al Salento.

C'è da riscrivere un futuro prossimo, prima di essere travolti dall'onda della fama da destinazione turistica. Facciamo in modo che non sia profetica anche per Lecce e il Salento la cruda analisi che Marco D'Eramo pronuncia nel suo recente saggio "Il selfie del mondo", in cui tra l'altro scrive: "Il turismo (...) uccide la città in modo più sottile, svuotandola di vita, privandola dell'interiorità, proprio come nella mummificazione, facendola diventare un immenso parco a tema, una immensa Disneyland storica, in una sorta di tassidermia urbana: musei e paninoteche, ruderi e boutique di lusso, "suoni e luci" tra pizze al taglio e ristoranti a tre stelle Michelin, isole pedonali, e poi tanti dormitori eleganti per ceti medi". Facciamo in modo che Lecce e il Salento restino vitali prima di tutto per chi ci vive. Solo così i turisti, o meglio ancora i viaggiatori, avranno stimoli per venirci e, soprattutto, per tornarci.