Il gusto della festa popolare nella terra dell’accoglienza

Sabato, 12 agosto 2017 - - Categoria: Editoriale

I new jersey a difesa delle piazze e le rigide misure imposte dal Ministero dell'Interno non fermano la voglia di festa del Salento. Pur tra notevoli difficoltà da parte degli organizzatori a rispettare le prescrizioni, spesso fin troppo rigorose, le piazze di agosto rinnovano il gusto della festa. Una festa che non è fine a se stessa, ma che coinvolge perché non dimentica i problemi quotidiani.

Così il Concertone della Notte della Taranta sceglie il tema della pace per contrastare quei venti di razzismo che soffiano sempre più insistenti su tutto il continente europeo. La cantante israeliana Yael Deckelbaum guiderà sul palco di Melpignano una singolare "Preghiera delle madri", un canto di pace in cui donne di tutte le religioni si ritrovano insieme a cantare, ognuna secondo la sua tradizione e cultura, ma unite dal desiderio di costruire insieme una convivenza possibile. Un canto che nel corso del Concertone assumerà i ritmi della pizzica e la voce di artisti di ogni parte del mondo.

La musica popolare, dunque, torna ad essere centrale nel dare una risposta alle tensioni che attraversano la quotidianità di un'Europa sempre più in crisi con se stessa, prima ancora che con le migrazioni epocali, con popoli che fuggono per non morire. Non è un caso che il Salento, terra di frontiera nel cuore del Mediterraneo, sia teatro di un messaggio di pace. Qui dove l'ondata degli albanesi non fu mai guardata come "un'invasione", c'è ancora spazio per l'umanità. Questa è la terra dell'accoglienza. Dove il gusto della festa popolare si alimenta di ritmi e differenze. Come sul palco del Concertone. Come nelle feste di piazza più belle del Salento.