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Il mare del Salento nel turismo del futuro

Mercoledì, 15 giugno 2016 - - Categoria: Editoriale

Il mare del Salento "tira" come non mai. Tanto da occupare con ben tre località da 5 Vele (Otranto, Melendugno e Castro) i primi posti della classifica annuale del "Mare più bello d'Italia" di Legambiente e del Touring Club Italiano. La stagione balneare non poteva iniziare sotto una migliore stella, perché la diffusione di questa classifica, con l'eco mediatica e dei social network che ne amplifica la portata, orienta non poco l'opinione di una larga fascia di turisti sempre più attenti alla tutela dell'ambiente. La classifica, infatti, non guarda solo al mare ma a tutto il contorno ambientale, dai servizi fognari alla cura del territorio.

Sempre di più il turismo del futuro è legato ai fattori "verde" e "natura" e sempre meno al semplice prodotto "mare". Se poi le spiagge riescono a concentrare più elementi, come accade in tante località del Salento, ecco allora che la ricetta è perfetta. O quasi. Perché il Salento ha da fare i conti con l'altra faccia del boom, quello della costa ionica di Gallipoli e Porto Cesareo, non a caso penalizzata da questa stessa classifica. È il segnale che bisogna tenere a debita distanza il modello che tenta di trasferire anche in spiaggia una movida sfrenata, tutta party e happy hours in riva al mare fino all'alba. Non ci sono le discoteche per questo?

Scegliere la strada del turismo ambientale, invece, significa puntare a elevare la qualità della vita degli stessi cittadini che questa terra la vivono, alimentando la cultura dell'accoglienza che il territorio sviluppa con le sue comunità. Solo così la dimensione della vacanza, con le sue feste di piazza vissute sul filo tra la tradizione e l'evasione, assume i contorni di un'esperienza piena. Che poi è proprio quella che distingue il Salento dalle mete del turismo di massa.

Insieme al "mare", dunque, si deve salvaguardare non solo l'ambiente in senso stretto, ma tutto ciò che fa di questa terra qualcosa di inimitabile, ad iniziare dai saperi legati alla cultura del cibo. Tutto ciò che è "vita" del Salento autentico. Ecco perché si potrebbero prendere a prestito le parole di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, fresco ospite anche lui del Salento dove ha voluto tenere il consiglio internazionale della sua associazione: "Il turismo del futuro? Parte dai cittadini residenti, dalla loro qualità della vita, dalla capacità di essere felici, dalla loro cura verso la terra che abitano. I turisti arriveranno di conseguenza".

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