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L’amore per il Salento oltre le facili mode

Venerdì, 01 settembre 2017 - - Categoria: Editoriale

Se anche Madonna si sente a casa in Puglia, fino a postare il cuoricino rosso accompagnato da un eloquente "Beautiful Memories of Puglia!", vuol dire che davvero questa terra ha qualcosa di speciale. L'estate 2017 segna per il Salento un altro passo in avanti nella notorietà internazionale come meta turistica di prima scelta. Ma a conquistarsi i galloni non bastano i facili innamoramenti.

La terra rossa, la luce, il mare, il barocco e gli ulivi, accompagnati da un clima clemente e da sapori mediterranei, sono tutti elementi di un mix di emozioni che la storia ha consegnato al Salento e che proprio per questo va tutelato. Perché neanche l'amore è per sempre. Agli innamoramenti possono seguire cocenti delusioni, specialmente se l'amore non si alimenta con la cura quotidiana.

Non fa certo bene agli occhi vedere sommersi da una non sempre rispettosa marea umana luoghi simbolo del Salento come la delicata Grotta della Poesia, che non è soltanto una delle piscine naturali più belle del mondo ma è soprattutto uno straordinario giacimento di storia del Salento con le sue iscrizioni messapiche, luogo di culto del dio Taotor. Un luogo la cui sacralità non può essere offesa dalla corsa al bagno (con tuffo) esclusivo. I numeri, ma soprattutto l'approccio, hanno il loro peso. E non solo dalle parti di Roca. Ci sono spiagge, vicoli e discoteche popolati fino all'inverosimile in alcuni giorni dell'anno, con un affollamento che persino le più elementari norme di sicurezza dovrebbero sconsigliare.

Ma qui non è in discussione la sicurezza, che pure dovrebbe essere un pilastro della vita sociale anche nella terra delle vacanze, c'è in ballo lo stesso modello di vita e, dunque, di accoglienza. Il Salento attira e ammalia perché è "Salento" e dunque non può permettersi che i suoi luoghi identitari si trasformino in attrazioni da luna park. C'è bisogno di rispetto e c'è bisogno di cura, se non vogliamo che il famigerato "modello Gallipoli" possa compromettere l'immagine di tutto il Salento, aprendo le porte a un turismo mordi e fuggi. Che dimentica presto gli innamoramenti e consuma in fretta le facili mode. La qualità c'è, basta non oscurarla.

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