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L’emozione del Salento oltre i paradisi artificiali

Lunedì, 01 agosto 2016 - - Categoria: Editoriale

Inutile illudersi, in agosto l'altra faccia del boom annunciato sarà l'affollamento dei borghi e delle spiagge più gettonate, ad iniziare da Gallipoli.

Ma nel suo agosto di fuoco il Salento non diventa una fabbrica delle vacanze come un'altra. Almeno, non dappertutto. Questa resta una terra vitale che mette in mostra il meglio di sé per fare dell'accoglienza genuina e cordiale la sua carta in più accanto ad un mare dai mille volti e a una natura generosa.

Basta andare di borgo in borgo, nelle feste di piazza che accompagnano antichi riti o nelle sagre dai multiformi sapori. Qui c'è l'anima del Salento autentico. E non per nulla c'è la folla. Perché in questi luoghi il calore della festa popolare trasforma il soggiorno nel Salento in un'esperienza umana più profonda dove la conoscenza di nuovi luoghi si fonde all'incontro con persone che raccontano.

Emozioni che si riscoprono nei piccoli gesti quotidiani come nei riti e nei sapori. E poi ci sono gli eventi, con le piazze che diventano accoglienti scenari di concerti e spettacoli per tutti i gusti, dal revival degli anni '60 fino all'emergente Guetta, che fa ballare tutta Europa. Mentre su tutto aleggia la pizzica, quella musica popolare un tempo terapeutica per guarire dai mali atavici del Sud e oggi colonna sonora di una rinascita possibile. Un ritmo contagioso come pochi, da non poter lasciare indifferenti neanche i cuori più duri.

Non c'è bisogno di paradisi artificiali, la fabbrica della vacanza è qui ed è un'esperienza a misura d'uomo. L'emozione del Salento.

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