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La festa della convivialità specchio dei salentini

Martedì, 07 marzo 2017 - - Categoria: Editoriale

C'è una festa nel Salento che non ha lo stesso sapore delle altre. Perché prima della musica e dei piatti conta qualcos'altro: la solidarietà e la convivialità. La "massa", con le portate che affollano la tavola in coreografie costruite ad arte, è il simbolo della festa di San Giuseppe, celebrato in numerose piazze del Salento, dall'entroterra otrantino fino al Nord Salento.

Nonostante il folklore che inevitabilmente cala su riti come questi quando irrompe la televisione per trasformarli in show da prima serata, lo spirito dei salentini non cambia. Ad essere protagonista, a Giurdignano come a Guagnano, a San Cassiano come ad Avetrana, è la comunità, che si fa carico dei più deboli, degli ultimi, palesando a tutti, sotto i riflettori della piazza, che i piatti più belli, più buoni e più ricchi sono per chi non ha nulla e per i meno fortunati. È un modo per ricordare che la convivialità è un valore che sta alla base dell'armonia della vita nel Salento, a maggior ragione in un mondo, quale quello contemporaneo, che spinge sempre di più verso l'accumulo di ricchezze da parte di pochi, continuando ad alimentare e ad acuire le diseguaglianze sociali. C'è ancora, qui nel Salento, chi crede a valori diversi. Ed è questo il vero tesoro di questa terra.

Tesori lo sono anche quelli che il Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, mette in luce in occasione delle Giornate di Primavera. E anche in questo caso, l'iniziativa che si svolge in tutta Italia assume un altro sapore nel Salento. Perché di tesori da mettere in mostra (e da tutelare) ne abbiamo così tanti da rendere difficile la scelta. Quest'anno, per esempio, la delegazione Fai di Lecce ha scelto di concentrare l'attenzione sulle "stanze del vescovo", ovvero sulle storiche e monumentali residenze di Lecce, Nardò e Ugento. Tre "case" speciali, fulcro della vita della comunità cattolica, che aprono le porte insieme alle cattedrali, svelando i loro segreti. Tre siti che sono parte della vita quotidiana di tanti salentini e che, come scrigni, custodiscono dei veri tesori dell'arte e della storia. E fra questi tesori c'è il seme della solidarietà.

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