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Bandiere Blu 2016 a Melendugno Castro, Otranto e Salve

Mercoledì, 11 maggio 2016 - - Categoria: Attualità

La Puglia si conferma tra le regioni che hanno il mare più pulito in Europa e conserva le 11 Bandiere Blu anche per il 2016.

Tra i comuni premiati anche Melendugno con le sue marine, territorio nel quale nei prossimi giorni dovrebbero iniziare i lavori per la realizzazione del gasdotto Tap, da anni contestato dall'amministrazione comunale e dal comitato No Tap.

Tra le località pugliesi esce Monopoli ed entra Carovigno con Torre Guaceto e Penna Grossa. Confermate Castro, Otranto, Salve, Ostuni, Fasano, Polignano a Mare, Margherita di Savoia, Ginosa e Castellaneta.

La Puglia è quarta nella speciale graduatoria della Fee, Foundation for Environmental Education, dopo Liguria (25 località), Toscana (19) e Campania (18). Nel computo totale l'Italia fa un passo avanti, le Bandiere blu sono infatti aumentate: l'anno scorso erano 147 e quest'anno 152, per un totale di 293 spiagge premiate.


Per l'assegnazione della Bandiera Blu i criteri sono severi e tengono conto di numerosi fattori tra i quali la qualità delle acque di balneazione, l'assenza di scarichi di acque industriali e fognarie nei pressi delle spiagge; l'elaborazione da parte dei comuni di un piano per eventuale emergenza ambientale; la manutenzione, la presenza di servizi e via discorrendo. Tutto ciò insomma che deve avere una località che punta a uno sviluppo sostenibile, tra turismo e ambiente.

Soddisfazione a Otranto, dove il vessillo europeo sventola da dieci anni, e sull'Adriatico mentre lo Jonio resta al palo anche con Porto Cesareo e la gettonata costa di Nardò che tuttavia guarda con fiducia al 2017.

Sentimenti contrastanti a Roca, San Foca, Torre Specchia, Torre dell'Orso, Torre Sant'Andrea le belle marine di Melendugno, dove approderà il gasdotto Tap.

"Una vera e propria beffa, a due giorni dall'apertura ufficiale del cantiere della Tap", ha commentato il capogruppo di "Noi a Sinistra" alla Regione Puglia Guglielmo Minervini.

"Continua ad apparire incredibile - continua Minervini - la decisione di far approdare il tubo del gas in uno degli scorci più suggestivi dell'intero Mezzogiorno. L'indifferenza mostrata da Tap e dal Ministero dello Sviluppo Economico rispetto ai rilievi e alle proteste delle istituzioni e delle comunità locali, lascia davvero sgomenti"

(11 maggio 2016)

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