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Canti antichi e nuove melodie del Salento: in edicola i cd dell'estate

Mercoledì, 06 agosto 2014 - - Categoria: Speciale quiSalento

Il Salento e la Grecìa, la Grecia e l'Albania. Un intreccio di canti e melodie, tradizioni e sperimentazioni, tra due sponde dell'Adriatico e a cavallo di una ventina di anni. Quelli che passano tra la pubblicazione delle tre storiche musicassette "Mara l'acqua", "Agapiso" e "Malìa", i primi tre lavori dei Ghetonìa, tra i protagonisti della riscoperta e riproposizione della tradizione musicale salentina, e l'uscita di "Mesimér", esordio da solista per Admir Shkurtaj. Musicista albanese, salentino di adozione, che ad un certo punto del suo percorso ha incontrato i Ghetonìa, contribuendo ad allargare "ad est del sud" il respiro musicale del gruppo.

A intrecciare queste due storie musicali, è l'etichetta AnimaMundi, che ristampa in un elegante cofanetto con due cd le vecchie musicassette dei Ghetonìa, uscite nel 1993, 1994 e 1995, e lancia i lavori da solista, al piano, di Admir Shkurtaj. Entrambi i dischi sono in edicola in allegato a quiSalento, il primo al prezzo di 13,90 euro, il secondo a 7,90 euro.

Ben 35 le tracce del doppio cd dei Ghetonìa, alcune poi diventate "celebri" e diffusissime, fino a diventare insostituibili nella scaletta del Concertone della Notte della Taranta. Tra canti in griko e il repertorio in dialetto, scorrono brani come "Lu rusciu de lu mare" e "Kali nifta", "Aremu rindineddha", "Sutt'acqua e sutta jentu", "Quandu te llai la facce la matina", "Santu Lazzaru", "Damme nu ricciu", "Antidotum tarantulae", "Klama (Andra-mu pai)". Tracce preziose perché introvabili, utili a ricostruire la storia del gruppo, ma anche quella musicale del Salento. Una storia raccontata nel libretto del cd dagli stessi protagonisti, Roberto Licci (chitarra e voce) e Salvatore Cotardo (fiati), entrambi nei primi anni '90 reduci dall'esperienza col Canzoniere Grecanico Salentino, lasciato per dar vita ai Ghetonìa, insieme a Pierangelo Colucci (tamburello e percussioni) ed Emilia Ottaviano (voce). Questo era il quartetto originario, prima delle tante evoluzioni.

In una di queste fece il suo ingresso nel gruppo Admir Shkurtaj, conoscitore della tradizione musicale dei due Paesi, ma con la cocente passione per la musica contemporanea e la sperimentazione di linguaggi inediti. La stessa passione che lo ha spinto a sedersi al piano, l'anno scorso, per creare "Mesimér", il monte di Valona da dove si distingue il profilo del Salento. "Mesimér" è uno stralcio autobiografico che sintetizza le passioni e gli studi, la musica tradizionale, la meticolosa formazione classica, il jazz scoperto a Lecce e lo studio della musica contemporanea. Il piano solo, in bilico tra forme percepite e forme scritte, sviscera, manipola, de-struttura e ricostruisce le arie popolari ("Tarantella del Gargano", "Aspro to chartì", "Pizzica di Santa Lucia", "Kali nifta", "Pizzica di San Vito", per citarne qualcuna), partendo dalla cellula suono, cercando e trovando "la giusta temperatura per piegare materiali musicali".

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