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Cemento tra gli ulivi del Salento? L’Istituto di Bioarchitettura dice no

Lunedì, 22 settembre 2014 - - Categoria: Ambiente

No, thanks. Sulla lottizzazione tra gli ulivi secolari della Sarparea, in agro di Nardò a quattro passi dal mare di Sant'Isidoro, interviene l'Istituto nazionale di Bioarchitettura che boccia senza appello il progetto del gruppo immobiliare straniero di realizzare un resort.

Una nota garbata ma che con puntualità e a ragion veduta smentisce la eco-sostenibilità dell'intervento sul quale è in corso un duro braccio di ferro tra la proprietà e la Regione in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato. All'ampio fronte del no alla colata di cemento in una zona già martoriata dall'abusivismo ora si aggiungono Giovanni Caramia, Carlo Patrizio e Gabriella Verardi, coordinatore regionale il primo e consiglieri nazionali dell'Istituto di Bioarchiettura gli altri due.

"Se una facoltosa signora inglese scova a Nardò un uliveto così bello da convincersi di comprarlo, questo è certo motivo di gran soddisfazione per la gente di Puglia, che in quel pezzo di paesaggio rurale si identifica da secoli", scrivono i rappresentanti dell'Istituto.

"Fa rabbia che l'unico modo di investire che le venga in mente sia di costruire all'incirca 1 mc di villette per ogni mq di superficie del terreno, compromettendo così, significativamente, i caratteri strutturali di un paesaggio che connette la campagna profonda fino alla Costa Jonica, in un tratto nel quale la pressione antropica è già ben oltre il limite di sopportabilità", aggiungono.

I bioarchitetti incalzano l'imprenditrice Alison Deighton. "Per lasciare spazio alle cubature, ha bisogno o no, la signora di espiantare una quantità non trascurabile di ulivi?". E ancora: "siamo certi che l'impermeabilizzazione di circa il 40 per cento della superficie disponibile non comprometta l'assetto idrogeologico del sito?"-

La bocciatura e un appello agli imprenditori inglesi chiude il documento dei membri dell'Istituto nazionale di Bioarchitettura. "Parlare di eco-turismo, eco-resort, eco-sostenibilità proprio in Puglia, dove la sensibilità verso la pianificazione e l'edilizia sostenibile ha prodotto provvedimenti normativi di primo piano, richiede la condivisione del progetto culturale regionale”.

"Signora Deighton, faccia un piccolo passo avanti, un passo culturale. Non abbandoni il suo proposito di investire in Puglia, ma proponga un progetto, realmente sostenibile, che eviti di dover espiantare uliveti secolari e aggirare vincoli paesaggistici decretati non casualmente. La gente di Puglia ha bisogno di investimenti imprenditoriali, ma ha bisogno anche di difendere il valore patrimoniale del suo paesaggio, che lei sembra avere tanto apprezzato e che per i pugliesi rappresenta un bene comune non commercializzabile".

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