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In grazia di Dio, nel Salento la felicità del ritorno alla terra

Sabato, 04 luglio 2015 - - Categoria: Speciale quiSalento

Un cerchio perfetto, che parte dalla terra e alla terra ritorna, con al centro una ricetta per la felicità che nasce dal basso, lì dove tutto ha origine. Parte dal sud del sud, per l'esattezza da Giuliano di Lecce, piccola frazione di Castrignano del Capo, l'ultimo film di Edoardo Winspeare, "In grazia di Dio", uscito nel 2014 e ora diventato dvd, in edicola al costo di soli euro 9,90 a richiesta con quiSalento.

"La prima vera opera su cosa stiamo diventando e cosa stiamo perdendo. È in questa terra che forse riparte una possibilità di vita, di lavoro, di pace e di bellezza": sono le parole che ha usato lo scrittore Roberto Saviano per presentare il film che dopo l'esordio al Festival del Cinema di Berlino, ha ricevuto diversi premi e apprezzamenti dalla critica.

Come nella narrazione filmica vi è un ritorno alla terra e ai piccoli e grandi baratti, anche nella realizzazione della pellicola si è voluto tener fede a questa politica. Oltre al sostegno di Apulia Film Comission, Banca Popolare Pugliese e assessorato regionale alle Risorse agricole, grande importanza ha avuto un aspetto più genuinamente "artigianale": si è privilegiato il vero baratto, il motore, tanto dei ciak quanto, e soprattutto, dello spirito che ha attraversato il set, dallo staff tecnico a quello artistico, fino a tutta la comunità giulianese. Pasta, olio, vino, conserve, sementi da piantare e perfino le cure odontoiatriche di uno studio dentistico.

Tutto per amore del cinema, e della terra. Ma ciò che si apprezza di più nel dvd di Winspeare è la grandezza della semplicità della storia, con quattro attrici non professioniste in grado di reggere il peso di un film, interamente interpretato in dialetto salentino, lineare e non banale, pieno di interrogativi e speranze, colmo di piccole e grandi sfide quotidiane. Si parte da una piccola fabbrica costretta a chiudere a causa degli effetti negativi portati da un certo tipo di globalizzazione selvaggia. Si parte da chi decide di abbandonare il paese e chi, invece, decide di restarci. Tre donne che si trovano raccolte intorno alla madre per avvicinarsi, poi, alla coltivazione del piccolo appezzamento di famiglia.

Quattro caratteri completamente diversi, quattro personalità forti e determinate, ciascuna a suo modo, ma anche quattro forme di debolezze nei confronti della vita e dei suoi tanti ostacoli. Si parte da una piccola realtà, una piccola comunità del Capo di Leuca stretta attorno al regista Edoardo Winspeare che ha deciso, ancora una volta, di mettere il Salento al centro del suo lavoro, e si prova a oltrepassare i confini segnati da mari e alture, grazie anche all'aiuto dell'azzeccata colona sonora che s'intinge in melodie tradizionali e popolari del Salento per poi allargarsi oltre il bacino del Mediterraneo.

Perché l'intenzione del film è farsi portavoce di un significato di ampio respiro e di tematiche universali. La bellezza e l'intelligenza derivano dal fatto non c'è conclusione che sappia di verità assoluta, non c'è ambizione di "lezione" da declamare da un pulpito, non ci sono semplificazione o facili rassicurazioni. Si intravedono invece strade tortuose e faticose, sentieri pieni di spine e roveti, danze consolatrici e abbracci utili a raccontare, con linguaggio lieve e intriso di una misurata dose di ironia, talune sfumature del mondo contemporaneo. E forse proprio grazie questa maniera delicata e non supponente, o forse attraverso il richiamo della bellezza delle piccole cose, che si riesce a intuire quale possa essere il sentiero da imboccare.

Protagonisti del film, scritto da Winspeare con Alessandro Valenti, sono: Celeste Casciaro (moglie di Edoardo Winspeare), nel ruolo di Adele, Laura Licchetta (Ina), Gustavo Caputo (Stefano), Anna Boccadamo (Salvatrice), Barbara de Matteis (Maria Concetta), Amerigo Russo (Vito) e Angelico Ferrarese (Cosimo).

(Matteo Tangolo)

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