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L'altra musica dai leccesi anni '70 con "La storia siamo ahinoi"

Martedì, 05 giugno 2012 - - Categoria: Speciale quiSalento

Suoni e ritmi, storie e personaggi di un Salento "diversamente tarantato", e di una Lecce mai dimenticata. Tra un mambo goliardico ed estatico e vecchie memorie rock, tra uno ionico e solare Calypso e la boccheggiante città anni '70, in musica e parole racconta la sua storia Beppe Elia, con la complicità di Mino Toriano, e canta quella dei suoi Anima Lunae in un particolare "cofanetto" libro+cd. Dai Forum alla Mela d'Oro e ai Band Aid, nel libro "La storia siamo ahinoi" si ripercorrono gli anni ruggenti della nuova musica salentina. Sono pagine e tracce che raccontano la storia di un Salento "d'altri tempi", e magari "di altri suoni", di una Lecce "di altri personaggi". Alcuni divenuti "mitici", altri persi nel vortice dei drammi esistenziali di una generazione sul baratro, ma rimasti nel cuore e nei pensieri.

Non a caso c'è un sornione Edoardo De Candia in copertina de "La storia siamo ahinoi", sottotitolo "Diari di musica e amicizia dall'era de 'L'immaginazione al potere' (anni 70) a quella de 'L'ozio creativo (2012)'", cd e libro, pubblicati da Edizioni Città Futura, in edicola a richiesta con quiSalento, a soli 9 euro in più.

Ecco l'introduzione di Maurizio Meo e la prefazione di Roberto Guido.


Così è nata "La storia siamo ahinoi!"

di MAURIZIO MEO

C'è una storia, non scritta, che racconta i sogni, le speranze, i desideri, le delusioni, le angosce di molti giovani che hanno percorso in lungo e largo le strade note e meno di questa nostra splendida e amata terra negli ultimi 40 anni.

Come le storie importanti, ancorchè non scritte, trapassano i tempi, i luoghi, le persone e giungono indelebili nelle dimensione reale del presente, raccontate attraverso i suoni, le parole, le musiche di chi ha ancora voglia di raccontarle.

Parlano di ragazze e di ragazzi che hanno saputo trasformare obblighi in scelte, tradizioni in innovazioni; sostituire al conformismo l'originalità, allo studio la ricerca, al perbenismo strisciante ed omologante, la garbata protesta per il rispetto dell'altrui pensiero.



I nostri sogni non li abbiamo mai tenuti nel cassetto

di ROBERTO GUIDO

Quei ragazzi un po' scapestrati che (come me) a Lecce e nel Salento hanno vissuto il '77 da protagonisti, non hanno mai lasciato i loro sogni nel cassetto. Anzi, volevano cambiare il mondo a tutti i costi, ci hanno provato fin da giovanissimi, da adolescenti. E ci sono pure riusciti. Anche se poi, forse, non tutto è andato nella direzione che avrebbero voluto imboccare per un mondo che ingiusto era con i giovani di allora e ingeneroso resta con i ragazzi di oggi.

Ma, comunque, quella intensa stagione, sia pur breve, forse può essere considerata più "rivoluzionaria" del '68. Una stagione che, a Milano come a Roma, a Bologna come a Lecce, ha cambiato radicalmente la società italiana, nei costumi come nei comportamenti quotidiani. E se la rivoluzione, proletaria o comunista che sia, certo non può dirsi compiuta, oggi viviamo (tutti) in un universo che deve molto alla carica innovativa di quel movimento giovanile.

La movida dei pub, la rivoluzione sessuale, la moda più o meno aggressiva o eccentrica, l'informazione libera, le radio e il teatro, per non parlare della musica costituiscono solo alcuni dei capitoli che in quegli anni hanno sancito il radicale cambiamento dei costumi, anche in una provincia del profondo Sud come Lecce. Prima del riflusso, della devastante via di fuga verso il mondo dell'eroina, della drammatica cappa del terrorismo e dell'insorgere dell'individualismo sfrenato che avrebbe poi caratterizzato gli anni Ottanta, la carica vitale e lo spirito libertario di quella generazione si esprimevano con dissacrante ironia, rompendo quel grigiore quotidiano che neanche gli sprazzi della dolce vita e degli anni del boom economico erano riusciti a intaccare a livello di massa.

La generazione del '77 è stata la più anticonvenzionale sposando l'ambizione di voler sfidare l'ordine costituito alla voglia di andare oltre le regole con scanzonata ironia per costruire qualcosa di nuovo. E la musica è stata il cemento di quei ragazzi alfieri di generi come il pop e il rock, ma anche come la musica popolare, ritenuti negletti dalla cultura dominante dell'epoca.

Dobbiamo dire grazie a Beppe Elia che, con il suo blog diventato poi questo prezioso "libricino", ha "costretto" alcuni dei protagonisti di quella stagione ad aprire i cassetti della memoria con una cavalcata leggera, ma maledettamente seria. Rivive così nella musica come nelle parole quell'aria scanzonata. E, a ben guardarsi alle spalle, forse non sono stati poi così male quegli anni... Se non altro a giudicare dalla musica che hanno prodotto, anche qui a Lecce. E che ancora oggi fa vibrare i giovani di allora e i loro figli.

(giugno 2012)



> "La storia siamo ahinoi" (cd + libro), pubblicati da Edizioni Città Futura, sono in in vendita al prezzo di 9 euro.


Per ordinarlo è sufficiente fare un versamento di euro 11,50 (incluse le spese di spedizione) tramite bonifico bancario a Guitar Srl c/o Monte dei Paschi di Siena di Lecce - codice Iban IT 73 T 01030 16000 000001180978

oppure tramite cc postale n. 24031411 intestato a Guitar Srl

specificando la causale. Il linbro+cd sarà spedito via posta.



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