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Petrolio in mare? Caro ministro Puglia pronta a dare battaglia

Venerdì, 30 maggio 2014 - - Categoria: Ambiente

Petrolio in mare? "La Puglia non ci sta". Non si fa attendere la secca risposta del presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, alle affermazioni del ministro dello Sviluppo economico.

Una diffida è partita da Bari  all'indirizzo del presidente del Consiglio Matteo Renzi e del ministro Federica Guidi, rilanciando la battaglia a difesa del mare e delle coste e chiedendo un incontro per ribadire la contrarietà a ogni ipotesi di ricerca, perforazione e coltivazione di giacimenti petroliferi in Adriatico e Ionio.

La ministra Guidi, nell'assemblea generale di Confindustria, a Roma, ha espresso un chiaro orientemento favorevole all'opzione idrocarburi in mare. "Non possiamo rinunciare a riprendere le esplorazioni ", ha detto testualmente, come si legge nel suo intervento, pubblicato sul sito del Ministero, "per arrivare a una bolletta energetica più leggera e sostenibile...".

E ancora: "Non va sacrificata la piena sicurezza ambientale... Ma non possiamo neanche permettere che intransigenze ambientaliste o resistenze locali blocchino esigenze nazionali di questa portata".

Il no della Puglia è ribadito con forza. Un no deciso e unitario, in coerenza con la netta opposizione dei Consigli regionali d'Italia alla ricerca di petrolio e gas nella piattaforma continentale marina.

Introna ha ricordato le proposte di legge alle Camere, per vietare la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi nelle acque dell'Adriatico, approvate da cinque assemblee regionali: Puglia nel luglio 2011, Veneto, Abruzzo, Molise nel 2012. Quella delle Marche, del marzo 2013, è all'esame del Parlamento.

"Rinnovo il dissenso nei confronti di qualsiasi intervento che possa compromettere l'integrità e la salute ambientale dei nostri mari e delle nostre coste", ha sottolineato Onofrio Introna, facendosi interprete della volontà comune dei Consigli regionali.

"Vediamoci in Puglia o in altra sede", ha auspicato il presidente del Consiglio regionale, per un confronto sul tema e "per esporre le ragioni della battaglia a tutela dei mari dal rischio petrolio".

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