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Bona crianza

10,00 € cad.

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Il cd di Enza Pagliara in edicola con qui Salento

Con "Bona crianza", canta tutto il suo "ossequio" alla tradizione musicale salentina Enza Pagliara. Non che in precedenza non l'abbia fatto, anzi. Rispetto, deferenza, premura, molti degli equivalenti della parola "crianza" vanno a braccetto con quello che è, da sempre, l'atteggiamento di Enza Pagliara nei confronti della "sua" tradizione, musicale e popolare in genere. Erede prima, interprete poi e, oggi, depositaria, arriva al suo terzo album da solista la cantante di Torchiarolo, un disco, "Bona crianza" (AnimaMundi), che rappresenta forse una sintesi di quella che è stata, ed è, la sua intensa carriera; di quello che sono i palchi e le tante situazioni in cui si trova a dar voce alla "buona e popolare educazione". Che siano grandi concerti o intime e conviviali adunate.

Si presta a tutto il suo canto, e questo nuovo cd ne è la prova. Ci sono i tanti momenti che caratterizzano la tradizione musicale salentina, c'è l'aria di festa al ritmo di valzer popolare, ci sono gli stornelli e gli ironici ammiccamenti, ci sono, ovviamente le pizziche, e c'è il canto accorato e passionale. Canta il suo tributo in dialetto e in grico ("Klama", "To to to", "Kali Nifta"), in un repertorio di brani celebri della tradizione, vecchia e "nuova", affianca i brani originali, "Bona crianza", "Sagne e cozze" e "Pizzica macaria", scritti da lei con l'aiuto di fidati collaboratori (il fisarmonicista e compositore Antongiulio Galeandro, il mandolinista Gianluca Longo e il violoncellista Redi Hasa).

Sono tracce che si inseriscono alla perfezione nella passeggiata per alcune pagine celebri della tradizione. Dalla folkeggiante "Le tre sorelle" all'incanto di "O Andramu Pai (Klama)", canto poetico e senza tempo che ormai passa per tradizionale, scritto da Franco Corlianò "solo" nel 1972. C'è la frenetica "Pizzica di San Marzano" e c'è una "Kali Nifta" semplice e sobria, senza fronzoli e stucchevoli "larilollalleru", scarna e passionale, cantata in coppia con Claudio "Cavallo" Giagnotti. Canta poi il suo omaggio a Uccio Aloisi in "Vorrei volare" Enza Pagliara, e allieta con stornelli ("Vitti doi rose") e un cavallo di battaglia "Quindici anni", rivolgendo costantemente la sua "Bona crianza" ad un altro aspetto della tradizione, salentina e pugliese: la banda. (D.Q.)

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