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Avanti adagio dall’export al turismo Focus sull’economia salentina

Giovedì, 22 ottobre 2015 - - Categoria: Attualità

La ripresa c'è ma sul futuro restano incertezze e contraddizioni che penalizzano soprattutto il sud Italia, chiamato a una svolta nelle strategie di sviluppo che devono poggiare su una condivisione reale tra istituzioni, imprese e cittadini.

Il messaggio, forte e chiaro, è arrivato dalla Camera di Commercio di Lecce nel Focus, che si è svolto stamattina, sull'andamento dei principali indicatori economici: commercio estero, turismo, dinamiche imprenditoriali e lavoro.


"L'unione può salvarci": il presidente Alfredo Prete ha chiarito subito la sua visione, partendo dalla fase delicata che vive proprio l'ente camerale, interessato da una pesante riforma in seguito ai tagli voluti dal Governo.

"Diamo vita a una sola Camera di Commercio del Grande Salento, che unisca le energie e rappresenti le aspirazioni di Brindisi, Lecce e Taranto", ha proposto Prete, "per dare un segnale di concretezza e creare una forza economica davvero importante. Solo così avremo la possibilità di sopravvivere e continuare la nostra azione di sostegno alle imprese".

Una strategia che riguarda l'intero territorio e tutti i settori produttivi, tra i quali, nel primo semestre del 2015, si registra un aumento delle esportazioni che rivela dati di estremo interesse , come la crescita dell'export delle calzature.

Curata dal Dipartimento di Scienze dell'economia dell'Università del Salento nel Bollettino Geo.Economico,  frutto della consolidata collaborazione tra Camera di Commercio e UniSalento, l'analisi presentata a Lecce, riguarda commercio, industria, agricoltura e turismo ed evidenzia un incremento del numero di imprese a cui però si contrappone il calo degli addetti nei diversi comparti.

Quali prospettive? Preoccupa il pericoloso e persistente divario tra il Mezzogiorno e il Nord e gli altri Paesi europei, come ha sottolineato, guardando al futuro, Stefano De Rubertis docente di Geografia economica e del turismo dell'Università del Salento, intervenuto all'incontro insieme ad Amedeo Maizza, preside della facoltà di Economia e a Francesco Giaccari docente di Economia aziendale, nello stesso ateneo.

Turismo tra realtà e fantasia. Ampia e articolata la riflessione sul turismo, una grande opportunità i cui benefici e ricaduta sul territorio rischiano però di essere annullati dalla stagionalità dei flussi che comporta una pressione antropica insostenibile, servizi scadenti e insoddisfazione dei visitatori in un periodo ristretto dell'anno, oltre a un sottoutilizzo delle strutture, e, di fatto, una condizione di precarietà per chi fa impresa e per quanti lavorano nel settore.


Il testo che segue è estratto dalla sintesi del Bollettino Geo.Economico, presentato nel Focus della Camera di Commercio sull'economia della provincia di Lecce, il 22 ottobre.
Il tessuto imprenditoriale - Per quanto riguarda la provincia di Lecce, sulla base dei dati camerali tra il 31 dicembre 2014 e il 30 giugno 2015, si segnala un incremento dello 0,5% delle imprese registrate, si tratta di un dato superiore a quello regionale e nazionale. Più vistosa è invece risultata la riduzione degli addetti (circa -7,5%), valore di gran lunga superiore alla contrazione rilevata in Puglia e in Italia.
L'analisi per sezioni di attività economica nella provincia riflette questo differente andamento del numero di imprese e di addetti. Circa la prima variabile nella maggior parte delle attività economiche il numero di imprese cresce, anche se in misura modesta, nel settore dei servizi (noleggio, agenzie di viaggio, alloggio e ristorazione, assistenza) mentre diminuisce nei settori tradizionali (agricoltura, manifatturiero e costruzioni).
Di contro si registrano importanti e generalizzate perdite in termini di addetti. A guidare la classifica in negativo sono le attività artistiche, sportive e di intrattenimento (circa -40%). Le attività di alloggio e ristorazione (-27%, che equivale a oltre 5.000 addetti in meno), agricoltura (-14% oltre 2.200 addetti in meno) e comparto estrattivo (-13,5% pari a 45 addetti in meno).
Per quanto riguarda la consistenza del commercio ambulante e del commercio al dettaglio per specializzazione e tipologia al 30 giugno 2015, emerge un segnale positivo per la vendita a domicilio e altri articoli, calzature e pelletteria, abbigliamento, tessuti e calzature.
Il commercio estero - Ma è il commercio estero che evidenzia segnali più incoraggianti. La provincia ha registrato un interessante aumento delle esportazioni nel primo semestre 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014. Di contro anche le importazioni sono aumentate in misura maggiore rispetto allo spesso periodo del 2014 (intorno al +20%).
Le esportazioni verso i principali partner commerciali sono sostanzialmente trainate dal comparto agricolo (specialmente verso la Germania, la Francia e la Svizzera) e dai prodotti delle attività manifatturiere (soprattutto verso la Francia, gli Stati Uniti e la Svizzera). Tra queste dinamiche spiccano il raddoppio delle esportazioni verso il Regno Unito (+119%) e l'ottima performance dell'export verso la Spagna (+68%), la Turchia (+58,7%) e gli Stati Uniti (+56%). Altre performance significative rispetto alla variabile di indagine interessano destinazioni come Angola, Repubblica Ceca, Australia, Tunisia e Hong Kong per le quali il valore assoluto delle esportazioni è ancora basso. Rispetto al I semestre 2014, in termini di valore assoluto delle esportazioni spicca il comparto delle macchine per impiego speciale (superiore ai 71 milioni di euro); per tutti i macchinari funzionali all'industria manifatturiera si rileva un aumento del 9,1%. In ordine di importanza seguono le calzature con un valore per l'esportazione nel 2015 di quasi 20 milioni di euro. Si tratta di un incremento significativo rispetto al I semestre del 2014, mentre di minore intensità, sebbene elevato, è risultato l'incremento delle importazioni. In leggera contrazione risultano le esportazioni di articoli di abbigliamento, diminuite del 5,8% nei primi sei mesi del 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014. Anche le bevande hanno avuto un incremento significativo nelle esportazioni (+8%) trainate verosimilmente dal comparto vinicolo salentino.
È stato registrato un sensibile calo delle esportazioni nel settore degli inerti, in particolare del cemento, calce e gesso (-11,8%), comparto per il quale la provincia di Lecce non registra importazioni. Un incremento significativo si evidenzia per le macchine per l'agricoltura e la silvicoltura (+167%), da leggere in parallelo al calo considerevole delle importazioni (-30,5%).
I gruppi di attività economica che, nel primo semestre 2015, hanno avuto buone performance in termini di esportazioni hanno registrato nel contempo sofferenze sul lato occupazionale e nella dinamica delle imprese. Il calo più vistoso riguarda il gruppo "Prodotti di colture agricole non permanenti" che, nonostante un incremento del 34% nelle esportazioni, registra la contrazione più netta tra i gruppi in analisi. Interessanti sono le dinamiche del gruppo "Macchine per l'agricoltura e la silvicoltura" che, pur segnando un eccezionale incremento delle esportazioni, registra una sostanziale stabilità in termini sia di imprese che di addetti. Si segnalano inoltre i gruppi "Confezione di articoli di abbigliamento", "Fabbricazione di calzature" e "Altre macchine di impiego generale". In particolare per quanto riguarda la divisione "Fabbricazione di articoli in pelle" (considerando sia le imprese sia gli addetti) essa interessa circa la metà dei comuni della provincia con la nota concentrazione a Casarano e dintorni. Più diffuse sul territorio provinciale sono le attività di fabbricazione di macchinari e apparecchiature maggiormente presenti nel capoluogo e nella fascia ionica della provincia. Le imprese di questa divisione, seppur numericamente contenute e con un numero di addetti relativamente basso, guidano la classifica provinciale in termini di volumi di export e con dinamiche di crescita positive (in particolare il gruppo "Macchine per impieghi speciali").

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