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E' salentino il primo Homo Sapiens E Nardò gli dedica un museo

Martedì, 10 maggio 2016 - - Categoria: Cultura

Apre a Nardò sabato 14 maggio il Museo della Preistoria, che vanta una ricca collezione di reperti rinvenuti sul territorio comunale, donazioni del Gruppo Speleologico Neretino e degli studiosi che hanno condotto le campagne di scavi dagli anni Sessanta a oggi.

Il parco di Portoselvaggio in particolare custodisce siti archeologici ritenuti preziosi dalla comunità scientifica internazionale nello studio di uno dei passaggi più importanti della preistoria europea, quello dalla presenza incontrastata dell'uomo di Neanderthal alla supremazia dell'Homo Sapiens.

L'area è un giacimento in parte inesplorato dal quale sono emersi i fossili e i manufatti che saranno in mostra al primo piano del chiostro dell'ex convento di Sant'Antonio, insieme a documenti, pannelli illustrativi e postazioni multimediali che daranno ai visitatori il senso del valore dell'attività archeologica svolta.

Il Museo della Preistoria fa parte del polo museale che comprende i musei del Mare antico, che dovrebbe a breve essere aperto, della Memoria, della Civiltà contadina e della Nardò messapica e romana, che sarà ospitato in un torrione del Castello degli Acquaviva. Senza dimenticare l'acquario-museo del Salento di Santa Maria al Bagno.

Nell'ex convento dei Francescani, un luogo carico di fascino adiacente alla chiesa di Sant'Antonio da Padova sono circa 300 i metri quadri di superficie messi a disposizione del museo.

"Questo museo costituisce una realtà unica in una provincia in cui dal punto di vista scientifico i riferimenti forti non mancano, a iniziare dal museo di Maglie o dal Castromediano. Ma nel caso di Nardò", dice la ricercatrice dell'Università di Siena Filomena Ranaldo, che ha curato l'allestimento, "un museo della preistoria acquista un senso specifico perché valorizza le indagini che qui si sono svolte dagli anni Sessanta a oggi, ricerche fondamentali a livello europeo. Non ci può essere uno spazio simile in altri musei, né questo vuol essere alternativo ad altri".

Il Museo propone un viaggio nel tempo che inizia intorno ai 75 milioni di anni fa con una collezione di pesci fossili risalenti alle ultime fasi del Cretaceo e una tartaruga, per anni pezzo forte del museo didattico del Gruppo Speleologico Neretino, che alla causa ha contribuito con fotografie, documenti e una corposa biblioteca e con i reperti donati da studiosi di primo piano come il fiorentino Borzatti, Arturo Palma di Cesnola dell'università di Siena ed Elettra Ingravallo, dell'ateneo salentino.

Al primo piano del chiostro sarà esposto un grande numero di manufatti appartenenti a tutte le fasi di frequentazione dell'uomo e tra questi un elemento prezioso è costituito da un ciottolo inciso del periodo romanelliano, fortunosamente rinvenuto nei pressi dela Grotta del Cavallo da Vittorio Marras, anima del Gruppo Speleologico Neretino.

Il museo ospita poi una sezione dedicata agli strumenti dell'archeologia e della speleologia, oltre a una ricchissima documentazione cartacea e digitale, ricostruzione filologica di un'attività di ricerca e catalogazione durata decenni.

L'ingresso del museo è in piazza Sant'Antonio. Si può visitare la mattina dalle 10.30 alle 12 e nel pomeriggio dalle 17 alle 20.

Info: Comune di Nardò, tel. 0833/838339.

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