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La musica e l'arte in piazza a Nardò per dire no al caporalato

Lunedì, 07 settembre 2015 - - Categoria: Attualità

Tredici ore di musica, arte e voci. A Nardò, il 20 settembre, il tempo di una giornata di lavoro nei campi si sposta in piazza Salandra per "Schiavitù. Schiavo io" con artisti, associazioni, gruppi e liberi cittadini, che si incontreranno per dare voce, ognuno con la propria forma d'arte, a un convinto "no" al caporalato e ad ogni forma di schiavitù.

La Puglia, capitale del turismo e del divertimento, non ce l'ha fatta a stendere un velo sulla cronaca che ha raccontato, ancora una volta, vicende di sfruttamento, schiavitù e, purtroppo, morte. Su tutte, quella di Mohammed Abdullah, 47enne sudanese deceduto il 20 luglio scorso mentre raccoglieva pomodori nelle campagne di Nardò, e quella di Paola Clemente, morta una settimana prima nelle campagne di Andria a 49 anni, per due euro l'ora: vicende che hanno suscitato scalpore riaccendendo i fari su una situazione che persiste, sempre drammatica, da decenni.

Qualche giorno dopo, il 24 luglio, il cantautore Mino De Santis, attraverso la piazza virtuale di Facebook, ha lanciato un messaggio: "Sarebbe bello organizzare una serata, tutti i musicisti di ogni genere, per dire insieme quanto schifo fanno il caporalato e ogni uomo che vive sulla fatica altrui, approfittando dello stato di bisogno di chi è meno fortunato, nero o bianco che sia".

Un invito che è stato accolto immediatamente con entusiasmo da centinaia di persone, artisti, giornalisti, attivisti, politici e semplici cittadini. Le adesioni hanno portato alla creazione, sul social, del gruppo "Siamo uomini o caporali?" e, in breve, all'organizzazione dell'evento che si configura come punto di partenza di un treno pronto a percorre nuovi binari. Una "carovana" di persone che, concretamente, aderisce impegnandosi in un percorso condiviso e duraturo, affinché l'attenzione sulla scottante questione non finisca, ancora una volta, seppellita nella terra o all'ombra di una tenda senza servizi che non siano quelli pagati a un caporale, ma si alimenti attraverso la musica, gli incontri, le proposte, i laboratori e le iniziative di sensibilizzazione. Un treno la cui locomotiva è già pronta a partire.

L'evento offre l'opportunità non solo di prendere posizione "contro" le ingiustizie, la mancanza di umanità, la schiavitù, ma anche di lanciare un messaggio positivo che sia "per" la dignità umana, "per" la salute, "per" la sicurezza, "per" i diritti dei lavoratori, "per" l'abbattimento di muri omertosi fatti di connivenza e opportunismo, di indifferenza o rassegnazione, "per" sensibilizzare e indirizzare le scelte verso una produzione agricola a sfruttamento zero, "per" un consumo etico.

Si può aderire inviando un'email all'indirizzo di posta elettronica noalcaporalato@yahoo.it oppure partecipare lanciando un pensiero positivo su facebook o twitter preceduto dall'hashtag #schiavituschiavoio, contribuendo alla creazione di un manifesto condiviso.

A metterci la faccia, in questa prima fase che promette importanti sviluppi, non ci sono solo artisti, associazioni e cittadini, ma anche politici. Oltre alla collaborazione del Comune di Nardò, che ospiterà questa prima tappa, hanno ufficializzato la propria adesione all'iniziativa i Comuni di Castrignano de' Greci, Copertino, Melpignano, Morciano di Leuca, Racale e San Cesario di Lecce.

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