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Modello Puglia: cultura e turismo creano occupazione e sviluppo

Lunedì, 09 novembre 2015 - - Categoria: Attualità

 

Loredana Capone, già assessore allo Sviluppo economico, ha ricevuto dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, anche la delega all'Industria turistica e culturale. Leccese, 51 anni, sposata, con quattro figlie, laureata in Giurisprudenza, avvocato e magistrato onorario, Loredana Capone unisce all'impegno professionale la passione per la politica negli anni '90, maturando una grande esperienza in molti settori di governo. 

Assessore Capone, lei conferma di amare le grandi sfide. Con quale spirito ha iniziato il nuovo impegno e qual è la visione che ispirerà le prossime azioni dell'assessorato?
«La sfida che il presidente Emiliano mi ha consegnato con la nuova delega all'industria culturale e turistica è una sfida che mi spaventa e intriga al contempo.
Sono convinta che dalla cultura e il turismo passi il futuro del nostro territorio e lo sono al punto che in questi anni abbiamo già cominciato a fare dialogare il mondo dell'industria con quello dello spettacolo, delle arti.
La Puglia è un ecosistema straordinario di ricchezza e bellezza, occorre soltanto valorizzarla nel migliore dei modi, ognuno con le proprie competenze. È una scommessa che non possiamo perdere, a maggior ragione oggi che i dati sui flussi turistici e sulle imprese ci dicono che il turismo straniero in Puglia è in continua crescita: + 8% solo nei primi otto mesi del 2015».

Quali sono realisticamente i margini di crescita in termini di ricaduta economica e occupazionale per la collettività pugliese?

«Dal 2007 i flussi stranieri sono più che raddoppiati, con un tasso medio di sviluppo annuo che è di circa il 7% (+ 45% dell'incoming straniero dal 2007) e si è assistito a un accentuato dinamismo del Pil turistico regionale che, secondo l'Ipres rappresentava il 3.5% del Pil complessivo pugliese nel 2007 e ha raggiunto l'8.1% nel 2014 (circa 6 miliardi di euro), aumentando l'incidenza di 4.7 punti percentuali. Tutto questo perché cresce la ricchezza e crescono i prodotti turistici pugliesi su cui abbiamo avuto cura di investire, diversificandoli a seconda dei territori e cercando di valorizzarne tipicità e autenticità. Un investimento che ha generato sempre maggiore professionalità e nuova occupazione».

L'idea di "sviluppo sostenibile" può trovare attuazione nella nostra regione?

«Il "modello Puglia" aiuterà la Puglia. La regione, infatti, sta già attuando un processo di "stagionalizzazione" e destagionalizzazione dell'offerta turistica. Perché per noi non è solo mare ma anche campagna, borghi, arte, cultura. Questo ci consente di ampliare le stagionalità e, quindi, la percentuale di occupazione dei posti letto. Un turismo per ogni stagione in Puglia è possibile ma sempre in una logica d'integrazione delle risorse e della valorizzazione degli attrattori».


La nuova governance del turismo pugliese ha rivoluzionato l'intervento pubblico nel settore. In particolare Pugliapromozione ha svolto un'attività intensa ed efficace...

«Pugliapromozione rientra nelle sei agenzie regionali strategiche. È il nostro braccio operativo e ha fatto conoscere la nostra regione nel mondo perseguendo nella sua vision di gestire e promuovere la destinazione turistica della Puglia come complesso integrato e flessibile di valori tangibili e intangibili. È fondamentale in questo settore soprattutto lavorare in sinergia, favorendo interazioni massime tra agenzie, imprenditori turistici ed enti locali».

Cosa chiede agli enti locali, agli imprenditori, piccoli e grandi, alle associazioni e ai cittadini pugliesi nel nuovo percorso intrapreso?


«Credo che la governance regionale sia stata attuata ancora solo in parte: l'organizzazione territoriale non è riuscita, infatti, a trovare completamente la sua strada, con tutte le difficoltà e le carenze che ciò ha comportato. La vera sfida, allora, è proprio quella di colmare questo gap così da riuscire a ottenere un'offerta turistica di qualità all'interno di sistemi territoriali di qualità. Quello che mi auguro di trovare è la più ampia cooperazione a tutti i livelli.

Con la prossima programmazione bisognerà passare al consolidamento dell'impianto produttivo, impegnandoci affinché anche il settore della cultura diventi volano di sviluppo economico».

Il testo integrale dell'intervista sul numero di novembre di quiSalento in edicola e on line.

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