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Ricette scumbenate, il sapore atipico dell’ironia salentina

Giovedì, 01 giugno 2017 - - Categoria: Speciale quiSalento

Ingredienti, spezie, aromi, tipicità salentine e non, "minchiareddhri", "ciciri", "sagne", tutto interpretato, rivisto e rivisitato in maniera anomala, anzi... "scumbenata". Sono le "Ricette scumbenate. Dodici storie pop di cucina 'atipica' del Salento", di dodici "cuochi", un po' "scumbenati" anche loro, alle prese con fornelli e sapori per il progetto realizzato da Big Sur.

Il libro  racchiude dodici ricette illustrate e altrettanti racconti di uomini e donne che si cimentano con la cucina nella loro quotidianità. Persone legate al Salento per ragioni anagrafiche o sentimentali, di diverse generazioni, professioni, stili di vita e provenienza geografica: scrittori, musicisti, giornalisti, docenti, professionisti, artigiani... Le "ricette scumbenate" sono ricette salentine "atipiche", rese uniche dalle storie, personali e familiari, che le hanno ispirate; oppure rivisitate in una chiave originale da chi si mette ai fornelli per dar sfogo alla propria creatività; o, ancora, presentate in una variante ironica da chi, in cucina, ci mette "solo" tanta buona volontà.

Così, sfogliando le colorate pagine del libro, si incontrano i "4 minchiareddhi in padella", per un elogio alla "arte della pasta scarfata"; quindi una "Pasta al forno come vuoi tu" in cui... chi più ne ha, di ingredienti, più ne metta, perché... "in cucina tutto è lecito". Un essenziale, minimal, poco più che pane e acqua è il "Pancotto a memoria", da consumare poeticamente davanti al camino, evocando tempi andati. Moderni, metropolitani e melting pot, quelli del "Puccia burger", per un farcito incontro sull'asse musicale Salento-New York. Decisamente meno mondano è invece il "Brodo della zia", una sorta di viaggio nel tempo da affrontare a casa, in pantofole e solo con le papille gustative.

C'è un ingrediente segreto nelle domenicali "Polpette innamorate", tradizionali nella forma, non convenzionali nel sapore. Poi la pietanza salentina d'eccellenza, la più amata dai palati estivi, che nella versione "Friseddha a occhi chiusi" non cambia i suoi ingredienti, forse neanche il sapore in sé, ma... con una benda sugli occhi è in grado di "sponzare" tutti gli altri sensi. Se impastano una "Piscialetta a muzzu" le mani di una casalinga doc (ma "scumbenata"), quelle di un contadino non possono che iniziare dalla campagna per un piatto di "Ciciri e tria bucolici", e da un ritorno alla terra, auspicato quanto l'approdo della skipper, che fa nuotare in un Mediterraneo di spezie e aromi la sua "Palamita afrodisiaca".

Quindi, prima dei contaminati "Calzoncelli melacotogna e coriandolo cinese", dessert carico di dolcezza e nostalgia, ci sono le "Fettuccine alchemiche" di un cuoco, dj, scrittore ed economista, avvezzo da tempo ad alchimia e misture di sapori, suoni e suggestioni. Donpasta, al secolo Daniele De Michele, che ha curato anche la prefazione al libro: "[...] Noi non siamo bagnati di una tradizione, siamo bagnati di una linfa vitale costruita sulla domanda che per prima si fa al prossimo tuo: Ce te mangi osci?".

Gli chef atipici sono: Mylious Johnson, Gigi Mangia, Alessandra Caiulo, Pierpaolo Lala, Salvatore Agostinello, Torquato Parisi, Simona Toma, Nico Maggi e Mario Cazzato, Ada Martella, Maria Pranzo, Daniele Marsano, Biancarosa Perrone. Graficamente curato da Francesco Maggiore, con i testi di Giorgia Salicandro e le illustrazioni di Efrem Barrotta, il libro è parte del progetto che comprende un calendario, una mostra di illustrazioni, una produzione di merchandising e una serie di piccoli e grandi eventi enogastronomici pubblici e privati, ovviamente, "scumbenati".

Ricette scumbenate. Dodici storie pop di cucina 'atipica' del Salento è in edicola dal 1° giugno, a richiesta con quiSalento, al prezzo di 9,90 euro.

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