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"Subito la Ciclovia dell'Acquedotto" I ciclisti incalzano la Regione Puglia

Lunedì, 20 luglio 2015 - - Categoria: Attualità

"Realizzare subito la Ciclovia dell'Acquedotto": in pochi giorni, quasi diecimila cittadini hanno sottoscritto la petizione di Bikeitalia.it indirizzata alla Regione Puglia e in particolare agli assessori ai Trasporti Giovanni Giannini e al Turismo Gianni Liviano.

FIRMA LA PETIZIONE sul sito change.org

La Ciclovia dell'Acquedotto è un progetto in fase di realizzazione, ma a oggi sono agibili solo 10 chilometri tra Cisternino e Ceglie Messapica (Brindisi). Con un investimento molto contenuto si potrebbe passare rapidamente a oltre 110 chilometri collegando la Valle d'Itria al Salento. La Ciclovia andrebbe in ogni caso completata lungo tutto il suo itinerario narrativo: da Caposele (Avellino) fino a Santa Maria di Leuca (Lecce), per complessivi 450 chilometri.

I benefici economici delle ciclovie sono sottolineati nella petizione: "I fiumi del Nord Europa vengono da tempo utilizzati per attrarre milioni di turisti in bicicletta con questi risultati: i 300 km della ciclovia del Danubio che attraversano l'Austria generano ogni anno 71,8 milioni di euro di indotto per il tessuto economico locale; ogni chilometro della ciclovia della Loira genera ogni anno 37 mila euro di indotto per l'economia locale. Cosa accadrebbe se si importasse lo stesso modello in una regione con un clima nettamente più favorevole?".

La realizzazione della Ciclovia è per il Mezzogiorno e per la Puglia una sfida verso un modello di turismo sostenibile che potrebbe stimolare e accrescere l'appeal per tutti quei viaggiatori interessati da sport all'aria aperta a diretto contatto con la natura (escursioni trekking, mountain bike, running, oltre che naturalmente cicloturismo). "È evidente", si rimarca nella petizione, "che la Puglia ha un grande potenziale economico che, però, non risiede nelle esigue risorse petrolifere che giacciono di fronte alle proprie coste, bensì in quel patrimonio storico, culturale e naturalistico costruito nel corso dei secoli. È arrivato il momento di valorizzarlo attraverso investimenti mirati che siano in grado di rivitalizzare il tessuto economico locale, il tutto nel completo rispetto della natura e del territorio".

Per completare una prima tratta significativa della ciclovia, dalla Valle d'Itria al Salento, sarebbe sufficiente collegare il tratto già realizzato in Valle d'Itria con la viabilità di servizio già esistente del Consorzio di Bonifica dell'Arneo e con il tracciato in costruzione relativo al nuovo acquedotto del Sinni. Proprio per quest'ultimo tratto (dal nuovo serbatoio di San Paolo, territorio del Comune di Salice Salentino, al serbatoio di Seclì) i Comuni interessati dal tracciato (Galatone, Nardò, Leverano, Veglie e Salice Salentino) hanno esplicitamente chiesto e ottenuto da Acquedotto Pugliese la realizzazione della pista ciclabile.

Per sollecitare la realizzazione dell'importante infrastruttura per la mobilità sostenibile, si è costituito il Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell'Acquedotto, che ha già acquisito la disponibilità di Acquedotto Pugliese e Consorzio dell'Arneo ed ottenuto l'inserimento del tracciato prioritario di 110 km nel Piano Attuativo del Piano Regionale dei Trasporti recentemente approvato dalla Regione Puglia. Al coordinamento aderiscono oltre quaranta tra associazioni, imprenditori e operatori turistici.

"Stiamo approfittando dell'estate per raccogliere il maggior numero possibile di firme a sostegno di questo progetto", spiega Paolo Pinzuti di Bikeitalia.it, "Ci proponiamo di convocare in autunno un tavolo di lavoro aperto a tutti i portatori di interesse della futura ciclovia e di consegnare, in tale occasione, tutte le firme raccolte ai due assessori".

"I piani, le intenzioni e talvolta anche le risorse da sole non bastano: serve un cronoprogramma preciso e la realizzazione in tempi rapidi di tutto l'itinerario", dice da parte sua Cosimo Chiffi, portavoce del Coordinamento dal Basso, "I cinque anni di mandato del nuovo governo regionale ci sembrano un tempo ragionevole per completare la ciclovia e generare ricadute economiche sul territorio già con le prime significative realizzazioni".

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