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“Voci per un presepe”: il Natale popolare del Salento

Giovedì, 03 dicembre 2015 - - Categoria: Attualità

di DARIO QUARTA

Narrate, scritte, illustrate e cantate. Sono le "Voci per un presepe", raccolte nella nuova strenna natalizia di Kurumuny, che è memoria, testimonianza e reinterpretazione di un Natale popolare, recuperato e raccontato a più voci, con tanti strumenti e un carico di suggestioni racchiuse nel libro più cd in edicola a richiesta con quiSalento al prezzo di 10 euro.

A curare la parte letteraria che ha mosso la produzione è Wilma Vedruccio, con i suoi dodici racconti ispirati a vari personaggi che popolano la magia del presepe. Ci sono Elia il pastore, Carmelo l'ortolano, Ester la nutrice, Eliseo il forestiero, Amos l'oste, lo Scriba, la giovane Sara, ci sono Ciruzzo e Baruc, un ragazzo con il suo cane, ci sono Giuseppe, Miriam, il mercante Simone e Melchiorre, uno dei Magi. Tutti personaggi di "un presepe dei Semplici", come scrive nella prefazione l'autrice, "così difficile da mettere su per noi diventati così complicati, così 'saputi' di tante cose tranne di quelle semplici e vitali".

Ad arricchire il racconto sono le illustrazioni del giovane Marco Musarò, una serie di tavole a colori, alcune di ispirazione rinascimentale, che richiamano i personaggi del presepe e mettono in risalto la personalità del giovane artista. Dal racconto al canto, e alla musica. Quella curata dal fisarmonicista Rocco Nigro che ha raccolto alcuni canti della tradizione popolare salentina, e non solo (ha scritto pure un brano inedito), li ha arrangiati e affidati a una lunga schiera di autorevoli musicisti e cantanti della scena musicale locale. Giancarlo Paglialunga canta "A nnatu", una poesia del parroco leccese don Franco Lupo musicata da Daniele Durante; Dario Muci canta e mette in musica "Bumbinieddhu", raccogliendo delle invocazioni religiose popolari; una intensa Rachele Andrioli interpreta il classico "Quanno nascette ninno" (dal quale deriva "Tu scendi dalle stelle"), scritto nel XVIII secolo da Sant'Alfonso Maria De Liguori; Antonio Castrignanò, in "Dormi dormi", riscrive in dialetto il testo della celebre "Fermarono i cieli" e la porta verso un Oriente immaginifico; in un canto "alla stisa" le Cantatrici di Borgagne con Stefania Morciano reinterpretano "Quandu nasciu nostro Signore", invocazione popolare ripresa da una registrazione di Lucia A. De Pascalis. Quindi la tranche grica, con "Angheli", una poesia del 1915 di Vito Domenico Palumbo ripresa, adattata e cantata da Ninfa Giannuzzi; Emanuele Licci, altra grande voce grica, interpreta la delicata e celebre "Ninna nanna tu Bambinuddhi", Rocco De Santis, infine, mette in musica una poesia del padre, il poeta contadino Cesarino "Batti", e canta "Gloria Osanna tu Teù".

A questi brani si aggiungono tre tracce, un'introduzione recitata di Wilma Vedruccio "Miriam e Melchiorre", la strumentale "Aurea" e, non poteva certo mancare, il canto più noto della tradizione popolare salentina legato alle festività natalizie, "La strina", eseguito da tutte le voci maschili. Un canto di "questua" che annuncia la nascita del Cristo e accompagna quella nascita del nuovo anno.

Sono ben 22 i musicisti salentini coinvolti nel progetto, tutte "voci" che cantano, e suonano, la propria visione del Natale, partendo dal repertorio popolare che tratta la natività in tutti i suoi aspetti, magari meno spirituali e più "terreni", meno divini e più umani. E lo fa cantando la speranza, la richiesta d'aiuto, l'immedesimazione, le nenie, le ninne nanne... Atmosfere diverse, recuperate da Rocco Nigro che, quindi, ha cercato di creare delle alcove per ogni singola voce. Ed ecco che esce fuori una sorta di "antologia" di canti tradizionali e d'autore, in vari dialetti salentini, impreziosita da pastorali per surdulina e per mandolino, dalla rassicurante voce di Wilma e da un personale omaggio, dello stesso fisarmonicista, alla profetica notte.

Questi i musicisti che, oltre ai cantanti, hanno partecipato alla realizzazione di "Voci per un presepe": Antonio Calsolaro, mandolino; Antonio Esperti, surdulina; Francesco Massaro, clarinetti; Gianluca Longo, mandola; Gianni Gelao, fiati e zampogna; Giuseppe Spedicato, basso acustico; Mariasole De Pascali, flauti; Massimiliano De Marco, chitarra classica e mandolino; Maurizio Pellizzari, kamalengoni e saz; Redi Hasa, violoncello; Valerio Daniele, registrazioni e chitarra acustica; Vito De Lorenzi, percussioni.

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