Un rituale di festa, cultura e speranze: a Otranto la prima luce del nuovo anno

Dal 27 dicembre, la rassegna Alba dei Popoli celebra idealmente l’incontro tra Oriente e Occidente. Con Gualazzi, in spiaggia, il saluto al 2026

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Il punto più a est d’Italia si prepara ad accogliere la prima alba del 2026. Come da tradizione, Otranto saluta il vecchio e il nuovo anno con l’Alba dei Popoli, rassegna che trasforma l’attesa e il saluto al primo raggio di sole in un abbraccio collettivo fatto di cultura, arte, festa, musica e anche spiritualità. Nella Città dei Martiri, la luce dell’alba diventa ancora una volta momento di incontro e di rinascita, un inno all’umanità che si ricompone attraverso la forza della cultura.

La rassegna inizia sabato 27: alle 17, da largo Porta Terra si muove il corteo canoro di Rachele Andrioli & Coro a Coro, che attraversa il cuore della città evocando radici, appartenenza e diversità culturali, risorse che si intrecciano in un tessuto armonico fatto di voci di donne. Alle 18 il corteo giunge al Castello Aragonese, per l’inaugurazione della rassegna Castello cult e del Festival Ri*Genera di Music Platform, che trasforma per due giorni la fortezza otrantina in officina culturale tra installazioni, musica e linguaggi contemporanei che dialogano con la rigenerazione urbana.


La sala quadrangolare accoglie “Creative Territories a.k.a. la forza di essere rete”, un confronto tra operatori e professionisti culturali del territorio: PazLab, Kora Extended, Espresso Notte, Utopia, Custodia, Rigenerazione Minervino, 34 Fuso, Nodi. In contemporanea nella Sala triangolare con “Memoria di territori che cambiano”, si confrontano il giornalista Federico Mello, il regista Edoardo Winspeare e l’antropologa Claudia Mollese.

Alle 20, l’atrio si trasforma in uno spazio musicale con Giardino Magnetico, un soundscape curato dal musicista Buck che anticipa il live di Trevize, in arte Francesco Barletta, con Giovanni Chirico e Federico Laganà, per una reinterpretazione in chiave contemporanea della pizzica. Chiude la serata su tracce deep house il dj set di Buck.

Per la seconda giornata di festival Ri*Genera, domenica 28, dalle 17, con Otranto Culture si va alla scoperta del Castello di Otranto, con un percorso immersivo tra storia e leggenda. A seguire dalle 18, nella Sala triangolare si apre l’incontro “Memorie future”, dedicato all’identità musicale del Salento attraverso il cinema. Si conclude sempre in musica, dalle 20, con lo showcase di Quattro Bambole Records, con i set di Kika, Done live, Francesco Fisotti e lo special guest Riva Starr.

Lunedì 29, il maniero di Otranto si fa cornice di Ponti di spirito, un dialogo interreligioso con l’imam della moschea del Perdono di Lecce Saifeddine Maaroufi, con padre Giambattista Moroni, missionario Comboniano; Fabio Ciracì di UniSalento e Anna Caputo di Arci Lecce Solidarietà. In apertura i saluti di Mons. Francesco Neri, Arcivescovo di Otranto.

A seguire, alle 20.30, il Candle Harmony Concert di Enrico Caputo, che trasforma il castello in un tempio di luce con centinaia di candele accese per un’esperienza multisensoriale unica.

La programmazione prosegue nel pomeriggio di martedì 30, con la proiezione alle 18.30 del documentario “É severamente vietata la sosta in palcoscenico ai non autorizzati. Un documentario di meno su Carmelo Bene” di Emiliano Carico, introdotto da Luca Bandirali. Il film delinea la figura umana e creativa di Bene attraverso una successione di immagini e voci provenienti da materiali d’archivio, adottando un’estetica in cui la voce prevale sul senso letterale delle parole.

La serata prosegue con l’Orchestra Erotica Italiana e lo special guest Vincenzo Costantino Cinaski. Un gioco musicale “proibito”, quello del progetto di Tobia Lamare, che richiama un cinema che non esiste più come le pellicole mandate in onda in tarda serata, accompagnato da proiezioni, mercatino e degustazioni.

L’ultima notte dell’anno si apre con il dj set di Tobia Lamare & La Pupa con un’accensione festosa che prepara al meglio l’ingresso del nuovo anno. Dalle 22, tutta l’energia del Canzoniere Grecanico Salentino, gruppo custode della musica popolare salentina per un concerto che accompagna il pubblico fino alla mezzanotte e al brindisi di auguri.

Quindi, per il resto della notte, il palco è tutto di Mike Joyce, storico batterista degli Smiths, con un dj set imprevedibile, sospeso tra ricordi, culto e pura energia. Per i più tenaci, la passeggiata notturna al faro della Palascìa è una tappa quasi obbligata, un rituale collettivo per assistere alla magia della prima alba del nuovo anno, dove il cielo si accende e il tempo rinasce.

Lì, dove l’Italia si sveglia per prima, sulla spiaggia dei Gradoni di Otranto, approda Sunrise Coffee Wake up in Otranto. A fare da colonna sonora alla prima alba del nuovo anno è Raphael Gualazzi, che “atterra” con la sua “astronave musicale” insieme a Michele Mecco Guidi, Luigi Faggi, Anders Ulrich e Gianluca Nanni. Un quintetto d’eccellenza che da oltre un decennio esplora le contaminazioni di soul, jazz, pop e swing, accompagnando, a partire dalle 7 del mattino, i raggi della prima alba del 2026 in un viaggio intimo e accogliente, capace di incarnare lo spirito dell’alba: stupore, ascolto e rinascita.

(Vanessa Caputo)

 

 

 

 

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