Antologia delle anime rotte

Mara piange perché Tizio, Caio e Sempronio, ogni giorno, le mettono la polverina nel letto per farle un dispetto; Lidia crede che la schizofrenia sia un po’ di male al fianco e anche al piede; Leonardo ha conosciuto sua moglie in ospedale, hanno dieci figli, cinque maschi e cinque femmine: “Le femmine si chiamano Mariangela, come mia moglie. I maschi Leonardo, come me”; Vanni vive nel suo mondo, che è una mattonella, o un satellite, forse la Luna, o un asteroide.
Mara, Lidia, Leonardo, Vanni, Riccardo, Daniele, Lella, Greta abitano “Nella casa delle nuvole rovesciate”, titolo del libro di Walter Spennato, sociologo e coordinatore della Casa per la vita “Artemide” di Racale, una residenza per persone con fragilità psichica. È proprio di loro che parla in questa raccolta di frammenti di vita, episodi di una quotidianità singolare, non allineata alle norme di una presunta normalità. Così i malati di mente fanno comunità tra loro, un modo per la società di risolvere un “problema”, invisibili e dimenticati. Poi c’è chi come Walter Spennato li “vede”, ogni giorno, li ascolta destreggiandosi fra burocrazia, psicofarmaci, scoppi di rabbia e deliri. Ma si prende cura soprattutto dei loro sogni, desideri, creatività ed emozioni. “Ché qua le emozioni mica le sanno gestire, la follia è questa roba qui, ti viene quando hai troppe emozioni dentro, quando ne accumuli così tante”, provando altre strade “terapeutiche” come le parole e l’arte. L
’autore usa versi liberi, mescola poesia e prosa, cita libri, film, canzoni, usa la scrittura per far fluire gli accumuli delle sue emozioni e per restituire al mondo l’esistenza di un microcosmo di umanità, rotta certo, ma piena di dignità.
WALTER SPENNATO, "NELLA CASA DELLE NUVOLE ROVESCIATE", PP. 194, EURO 17, BESA MUCI


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