Dalla fine della Terra ai fondali di tutto il mondo: il Museo del Corallo bianco Leukòs
Il Museo Leukòs è nato in seguito alla straordinaria scoperta, nelle profondità al largo di Leuca, di banchi di corallo bianco vivo. Una ex scuola, a pochi passi dal mare, che custodisce una ricca collezione privata di conchiglie e coralli e racconta dei fondali di tutto il mondo. Uno spazio luminoso e poetico, dove grandi e piccoli possono immergersi tra le meraviglie di una natura solitamente inaccessibile.

C’è un bambino che si aggira solitario tra spiaggia e scogli. A volte si china sull’arenile, a volte perlustra le pietre lambite dal mare. La sua pelle è brunita dal sole del sud e la salsedine gli ha disegnato onde biancastre sulle gambe. Raccoglie conchiglie, è la cosa che lo rende più felice: le sceglie, le cataloga, le ama come fossero vive, e probabilmente alcune lo sono, almeno per lui. Infila le dita nei granelli, scorge riflessi madreperlati e i suoi occhi si illuminano. Quel bambino si chiama Antonio e questa storia è forse uno slancio di immaginazione, una fantasia narrativa che è impossibile frenare intanto che lo si ascolta parlare, adulto, mentre cammina tra le teche di esposizione e mostra i suoi tesori: conchiglie, coralli, spugne, stelle marine, madrepore. Più di diecimila pezzi collezionati nell’arco di una vita e messi a disposizione dei visitatori nel Museo del corallo bianco, un museo del mare carico di poesia e fascino scientifico, che lo stesso Antonio Plati, insieme ad Annapaola Carluccio, archeologa e guida turistica, ha trasformato da idea in realtà in seguito alla scoperta, nel 2005, di un reef di corallo bianco vivo, e non fossile come altrove, a largo di Leuca.

La costruzione è di quelle mediterranee, di bianco abbacinante, e appare dietro i cancelli verdi su quella stretta discesa di Leuca che conduce a uno dei lungomare più belli e caratteristici della costa salentina: tra “bagnarole” e ville eclettiche, mare cristallino, scogli e Punta Meliso ultima propaggine di quella terra su cui svetta solenne la basilica di Sancta Maria de Finibus Terrae e il candido faro ottocentesco. Qui lo sguardo può perdersi nell’orizzonte di acqua e cielo, e un senso di calma e pacifica libertà pervade l’anima. “È qui”, scriveva il poeta Vittorio Bodini, “che i salentini dopo morti fanno ritorno col cappello in testa”. È un museo atipico Leukòs, ospitato in una ex scuola comunale da cui si vede sempre il mare oltre le finestre, concessa dal Comune di Castrignano del Capo ad Antonio e Annapaola che si occupano da soli di tutto, dall’allestimento alla gestione. Varcata la soglia, oltre la sala dedicata ai laboratori con microscopi, computer e libri, il viaggio è a un passo ed è un viaggio attorno al mondo seguendo strade inedite, quelle nella profondità più blu: la sala dei coralli con esemplari significativi svela un ramo di Lophelia Pertosa, il corallo bianco, poi quello nero, rosso, bamboo, spugne di diverse dimensioni come l’“orecchio di elefante” emersa dai fondali di Gallipoli, il corallo gorgonia che ha l’aspetto di un albero dai rami fitti fitti e poi una particolare spugna tubolare dai mari del Giappone che, da sola, è uno scrigno di romanticismo. Tradizione vuole che venga donata ai novelli sposi come buon auspicio perché al suo interno custodisce dalla nascita una coppia di gamberetti che vivono in simbiosi. La sezione malacologica è ricchissima, l’unica della provincia di Lecce e punto di riferimento per tutti i collezionisti: qui si possono ammirare vere e proprie architetture generate dalla natura, come patelle, abaloni, esoscheletri, le “orecchie di mare” da cui si estrae la madreperla per farne bottoni, le cipree, le conchiglie dei gasteropodi più grandi del mondo, attrazione che fa rimanere a bocca aperta i bambini. Si può quasi sperare di trovare tracce di Atlantide, tra conchiglie di ogni dimensione, dai colori affascinanti e texture mimetizzanti, murex, perle di lago, spondilus, i bellissimi quanto velenosi coni. Quel bambino pare di vederlo ancora, a perlustrare con occhi attenti scogli, sabbia e acqua, camminando in questi posti di mare dove il vento prende sempre un po’ per i capelli, dove la terra finisce e si respira l’odore del mondo.
Il Museo civico della conchiglia e del corallo bianco Leokòs si trova a Santa Maria di Leuca, sulla strada in discesa che porta al lungomare, in una ex scuola elementare di via Leonardo Da Vinci al civico 36.












