Faccia a faccia con la macchina sonora più antica di Puglia
La chiesa madre di Salve custodisce l’organo più antico della Puglia, costruito dal lombardo Giovanni Battista Olgiati e dal salentino Tommaso Mauro nel 1628

L’organista è al suo posto, le sue dita si poggiano sulla tastiera, fa pressione sul primo tasto. Ed ecco attivarsi un invisibile e complesso sistema di leve e tiranti, l’aria dai mantici arriva alla canna, dalla canna sbuffa un suono. La catenacciatura in legno offre un suono arcaico che non somiglia a nessun altro, che riverbera intorno disperdendosi nell’ampio e solenne spazio della navata, una risonanza ricercata che sembra arrivare da un passato lontano. Le dita sapienti del musicista non si arrestano, si poggiano col giusto tocco sui 50 tasti, uno dopo l’altro, seguendo una geografia misteriosa, lungo le direttrici di tre pentagrammi, due per ciascuna mano e uno per i piedi. L’organo a canne, coi suoi otto metri, guarda dall’alto fedeli e passanti con gli occhi di piombo, ricco nei decori, cesellato negli intarsi geometrici, definito dei volumi delle campate, svettando sulla cantoria pensile “in cornu Evangelii”, ovvero alla sinistra della chiesa rispetto all’altare maggiore. E la chiesa è quella dedicata a San Nicola Magno a Salve, sul versante ionico della punta del Tacco. Un piccolo paesino, una piccola piazza, una collegiata imponente che custodisce l’organo più antico della Puglia, una macchina sonora frutto dell’incontro dell’ingegno e del fare artigiano del comasco Giovanni Battista Olgiati e Tommaso Mauro, di Muro Leccese, come nella firma che si legge sulla canna di facciata.

Uno strumento che si data al 1628, restaurato nel 1978 e nel 2012, che conserva ancora uno stile rinascimentale in legni pregiati d’abete, un raro esemplare per la tecnica costruttiva diffusa dal Medioevo fino al Settecento e per la conservazione di quasi tutti gli elementi caratteristici e dei materiali originali, come il somiere, il cuore dell’organo, la cassa che raccoglie e distribuisce l’aria; l’Uccelliera, un dispositivo che riproduce il suono degli uccelli che altro non è se non una vaschetta che si riempie di acqua dove viene soffiata dell’aria; i comandi manuali dei registri a lato e la presenza del registro Organetto, che riproduce proprio il suono dello strumento della musica popolare e che si trova anche nell’antico organo di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina; i tasti spezzati, che differenziano gli accordi. Dalla ripida scala oltre una porticina nella sacrestia, l’organista sale verso la tribuna, col privilegio di sedere all’altezza delle statue principali. Ma, alla fine, dalla balaustra dà le spalle al mondo e guarda solo la tastiera, sovrastato dalla macchina che si nutre di aria e produce armonia. Tutto attorno è silenzio. I volti dei dipinti a olio, i santi sugli altari, immobili per natura, sembrano fermarsi al cospetto di quella melodia, con gli occhi al cielo per una volta non a contemplare il divino ma a soffermarsi sulla terrena opera umana.

L’accordatura dell’Olgiati-Mauro è arcaica, precedente al Seicento e si rifà alla scala pitagorica, capace di sottolineare la gradevolezza degli accordi dissonanti e anche quella degli accordi consonanti. È legge fisica di natura: alla tensione segue la distensione. Proprio qui, dopo il restauro filologico del 1978 per mano di Luigi Celeghin, è nato il sogno di don Lorenzo Profico, parroco in quegli anni, di organizzare una stagione concertistica ogni anno. Da allora, da 46 edizioni si tiene ancora il Festival organistico del Salento, oggi diretto da Franco Scarcella, che restituisce vita e suono agli organi storici del territorio, spazio alla musica sacra e a quella profana, con celebri musicisti che provengono da ogni parte del mondo.
L’organista è al suo posto. Risuona dalle canne dell’organo la melodia, che si espande come una nostalgia per il mistero terreno dell’eternità perduta, negli accordi consonanti e dissonanti, alla ricerca di un equilibrio armonico, quello umano il più delle volte precario, quello della musica che tende alla perfezione.











