I diritti della Terra: i giorni della Notte Verde a Castiglione d’Otranto
La 14esima edizione nel nome di Alessandro Leogrande, per l’ambiente, per i popoli e per la pace

Castiglione d’Otranto, che a dispetto del nome rientra invece nel territorio di Andrano, è un piccolo, piccolissimo paesino quasi alla fine della Puglia meridionale e del Salento adriatico. Un piccolo contenitore che accoglie, da 14 anni, altissime ambizioni e utopie, responsabilità collettive etiche e morali. Qui ci si occupa del destino della Terra, ponendo l’urgenza della discussione e del cambiamento di rotta come condizione necessaria a una sopravvivenza sostenibile.
La “Notte Verde. Pace Agriculture Utopie Comunità” già nel nome è una chiara dichiarazione di intenti e oggi, da festa, è diventata un’autentica conferenza internazionale sui diritti della Terra a cui si aggiunge un paradigma sostanziale, la pace e di conseguenza la giustizia. L’intuizione è forte: si intente riconoscere la Terra come soggetto di diritto non solo di fronte alle speculazioni industriali e affaristiche, ma anche dinanzi alle conseguenze ambientali dei conflitti in corso.

Organizzata da Casa delle Agriculture Tullia e Gino, con una ricca cordata di partner sociali e istituzionali, è strumento di indagine, confronto e riflessione sulle questioni geopolitiche, sull’uso del cibo e della fame come armi di guerra, sull’accaparramento di terre, sulla sottrazione progressiva e incessante dei diritti umani, sul valore della resistenza non violenta. È per questo che l’edizione 2025 è dedicata ad Alessandro Leogrande, faro tra gli intellettuali di questa generazione, scrittore e giornalista tarantino che ha sempre prestato il suo racconto e la sua sensibilità alle storie gli ultimi e alle le ingiustizie. In questo solco si inserisce il corso di alta formazione in “Giornalismo di pace: dalla teoria alla pratica”, promosso dal Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace (CISP) dell’Università di Pisa, in collaborazione con il GUS-Gruppo Umana Solidarietà “Guido Puletti”, nell’ambito del progetto GEA-Global, Green, Generative and Equal Educational Activities, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Completamente gratuito, il corso è valido per la formazione continua dei giornalisti, patrocinato dalla Rete delle Università Italiane per la Pace (RUniPace), rivolto anche a operatori e operatrici dell’informazione, attiviste e attivisti, educatrici ed educatori, studenti e studentesse, comunicatori e comunicatrici sociali. (Qui i dettagli: https://www.gus-italia.org/it/3-settore/corso-di-alta-formazione-giornalismo-di-pace-dalla-teoria-alla-pratica-i-edizione).

Fitto il programma che si basa sul coinvolgimento della comunità, con laboratori, mostre, concerti, performance, presentazioni di libri, dialoghi di agri-ecologia, arte, cucina, rigenerazione sempre a basso impatto ambientale, inclusiva e accessibile e aderisce anche al programma “No woman no panel” (Senza donne non se ne parla) per garantire la parità di genere nei talk. Si comincia con la consueta anteprima, i Preludi, venerdì 29 e sabato 30, con la Notte Verde delle bambine e dei bambini, con laboratori e spettacoli, e la restituzione dei lavori giornalistici della scuola di reportage narrativo “Alessandro Leogrande”. Tante sono le mostre e le installazioni di arte pubblica. Poi dalle 21, in piazza Libertà ogni appuntamento è introdotto da letture tratte da “Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza”. Dopo incontri e lectio, omaggi e discussioni, venerdì 29 alle 23 c’è “Il cielo capovolto”, concerto di Ninfa Giannuzzi, Emanuele Licci e Giuseppe Spedicato; sabato 30 Claudio Prima e Zakor quintet, con Redi Hasa, Emanuele Coluccia, Giuseppe Spedicato e Ovidio Venturoso.
Domenica 31 è il giorno della Notte Verde che prende il via in piazza della Libertà alle 20.30, con una lectio di Sigfrido Ranucci alle 21.30 su “Propaganda, manipolazione, distrazione”; un dialogo sulla Palestina tra Luisa Morgantini e Alfio Nicotra, e infine il concerto alle 23 dei “Mercanti di liquore”. Resta lo spazio per i bambini con laboratori a cura de Il dado gira alla ex scuola elementare. La frazione si declina alla strada della biodiversità, quella dei cereali, quella dell’agri- coltura naturale, della cittadinanza globale, la via delle erbe, la strada della vita, dell’ecoartigianato, la corte dei libri, il ponte generazionale con i nonni e le nonne, i progetti de La terra che cura e che educa.
Info e programma nei dettagli: casadelleagriculturetulliaegino.com












