Identità, orientamento affettivo e condivisione per una cultura delle differenze
Il percorso formativo ispirato al libro di Giovanna Politi che coinvolge giovani studenti e adulti che li affiancano per promuovere l’inclusione e contrastare il giudizio

Dedicato ai temi dell’identità sessuale, dell’accoglienza e dell’ascolto empatico, “Se è Amore è Amore” è il progetto promosso da Giovanna Politi rivolto al mondo della scuola e ai giovani, tratto dall’omonimo libro della scrittrice e presentato in occasione di una conferenza stampa alla Provincia di Lecce, e che prevede un percorso educativo e culturale volto a promuovere il rispetto delle differenze, il dialogo e la libertà di essere sé stessi attraverso la forza delle storie.
“Se è Amore è Amore” prende vita dall’ascolto delle storie vere di ragazze e ragazzi che si approcciano ad affrontate il tema dell’identità, dell’orientamento affettivo e del bisogno di essere riconosciuti e rispettati. L’obiettivo è promuovere l’inclusione e contrastare il bullismo e il giudizio, favorendo l’accoglienza delle differenze, sia nei giovani sia negli adulti che li affiancano.

Il progetto prende il via il 4 marzo in numerose scuole secondarie di primo e secondo grado di Lecce e provincia e nell’Università del Salento, a partire dall’Istituto Grazia Deledda di Lecce, attraverso incontri con gli studenti: momenti guidati di lettura e ascolto di storie tratte dal libro, confronti sui temi dell’identità, dell’orientamento affettivo, sul sentirsi diversi, sul bisogno di essere accettati, riflessioni sul bullismo, sulle parole che feriscono, sull’importanza di non giudicare.
Il linguaggio si calibra sull’età degli studenti, con particolare attenzione alla sfera emotiva degli adolescenti, alle loro paure, ai loro silenzi e ai loro bisogni di riconoscimento; inoltre, sono previsti degli spazi di ascolto e dialogo che hanno il fine di favorire un clima di fiducia che permetta ai ragazzi di fare domande, condividere vissuti, esprimere dubbi, fragilità e pensieri senza timore di essere giudicati.
Anche gli adulti sono coinvolti direttamente: insegnanti, educatori, genitori sono invitati a volgere uno sguardo più consapevole e accogliente verso le nuove generazioni, spesso disorientate, fragili e bisognose di essere comprese.
Diverso è il percorso universitario: all’Università del Salento il progetto è analizzato in chiave formativa e pedagogica, offrendo strumenti di riflessione a futuri docenti, educatori e operatori sociali, affinché possano diventare moltiplicatori di una cultura del rispetto e dell’inclusione.
(Giorgia Tafuro)





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