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Fonti di Carlo Magno: furono gli inglesi a farne un acquedotto

Domenica, 03 febbraio 2013 - - Categoria: Salento da salvare

Ufficialmente, la storia delle fonti di Carlo Magno inizia nel 1917, quando il Genio Militare decide di sfruttare le sorgenti, costruendo un acquedotto a servizio del vicino campo inglese della Royal Navy Air Service, dell'Idroscalo dell'Aviazione italiana e del naviglio che sosta nel porto di Otranto. Tuttavia, i lavori avviati quell'anno non fanno altro che scavare una seconda galleria sottostante a quella preesistente, probabilmente di origine naturale, poi sagomata dall'uomo, ma in uso già dal profondo Medioevo.
E' a quel periodo, infatti, che risale la leggenda tramandata oralmente e che lega il luogo al nome del grande imperatore. Le Fonti si aprono lungo la Valle dell'Idro e danno alimento al piccolo fiume che poi sfocia sulla storica spiaggia di Otranto.
Nel 1925 la Regia Marina cede l'opera al Comune di Otranto, ma il verbale di consegna dal Demanio viene firmato solo quattro anni dopo. Nel 1940, però, il podestà comunica all'Intendenza di Finanza di Lecce di non voler più rinnovare il contratto. L'entrata in funzione, pochi anni prima, dell'Acquedotto Pugliese decreta la fine dell'interesse per le fonti di Carlo Magno e l'inizio del loro abbandono. Nel 2001 le Fonti e l'intera area circostante, evidentemente ritenute non più utili allo Stato, vengono vendute ad un privato.
(gennaio 2013)
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