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Il sogno del Parco degli Olivi Salvati: la rinascita verde è possibile

Martedì, 10 aprile 2012 - - Categoria: Salento da salvare

di VALERIA NICOLETTI

Hanno rischiato di diventare legna da ardere, oggi sono l'emblema della rinascita possibile, domani potranno tornare ad essere protagonisti del paesaggio e dell'economia del Salento: non è solo un sogno il Parco degli olivi salvati, è un progetto che sta prendendo forma sulla scia della mobilitazione popolare seguita all'annuncio dell'abbattimento di oltre ottomila ulivi per consentire il raddoppio della statale Maglie-Otranto.

Il parco nascerà in primo luogo nelle campagne di Minervino, per iniziativa della Provincia di Lecce e del Comune di Minervino che per primo ha avuto l'idea di mettere a disposizione un'area per reimpiantare gli alberi. Un altro Parco potrà nascere a Lecce, grazie alla disponibilità espressa dal Comune. I progetti, ideati dall'associazione I Custodi di Olivinopoli che sta cercando di formalizzarli grazie al raccordo con gli enti locali, non mettono ancora al riparo tutti gli ulivi. Mentre, infatti, il cantiere non è avviato, dall'Anas si lasciano trapelare notizie secondo cui sarebbero molto meno di ottomila gli ulivi da salvare, nonostante l'impegno pubblico dell'ente appaltante assunto attraverso una mail a tutti i firmatari della petizione.

LEGGI L'IMPEGNO ANAS

LEGGI LA PETIZIONE

Ma questo è un motivo in più che dà linfa a queste iniziative mentre parallelamente il gruppo di pressione che si è costituito su Facebook "Salviamo gli ulivi del Salento" accelera per trasformarsi in comitato e poter controllare l'iter di espianto e reimpianto degli ottomila ulivi, per evitare così che possano registrarsi abusi.

"Creare impresa e puntare sui giovani, perché l'agricoltura diventi di nuovo una risorsa preziosa per il territorio, grazie agli ulivi", conferma le sue intenzioni Ettore Caroppo, sindaco di Minervino, una delle voci più attive della protesta, in prima fila per la difesa degli oltre ottomila patriarchi verdi, fin dai primi giorni in cui si paventava il rischio di un abbattimento selvaggio e indiscriminato. Oggi Ettore Caroppo è tra i sindaci che si sono schierati accanto all'associazione i Custodi di Olivinopoli, per la realizzazione del Parco degli Olivi salvati, un parco diffuso, un'oasi capillare, che metta radici, in tutti i sensi, nelle aree finora abbandonate alle porte dei comuni, per procedere alla salvezza di ogni fusto, non solo di quelli superiori ai 30 centimetri di diametro.

Dopo l'iniziale sospiro di sollievo, in seguito al comunicato ufficiale da parte dell'Anas e l'impegno a occuparsi dei costi e del reimpianto di ogni ulivo, non si è abbassata la guardia delle sentinelle salentine. Si conferma anzi l'attitudine, non solo critica, ma soprattutto propositiva della protesta con l'iniziativa dell'associazione presieduta da Angelo Amato che, di fronte all'emergenza espianto, ha incrociato le sue attività con l'idea del Parco degli Olivi salvati, chiedendo aiuto ai sindaci perché mettano a disposizione una parte dei terreni agricoli incolti, di proprietà pubblica, per ricevere gli ulivi espiantati. I terreni prescelti saranno poi messi in rete, con la possibilità di adottare gli ulivi a distanza, e le aree affidate alla gestione di cooperative di giovani agricoltori, che si occuperanno concretamente del reimpianto degli ulivi, della cura delle piante, con la produzione di olio biologico, e del coinvolgimento della comunità, utilizzando le aree del parco come teatro di attività didattiche, workshop, percorsi agro-alimentari.

Sono circa 12 gli ettari messi a disposizione dal Comune di Minervino, di cui metà di proprietà dell'amministrazione provinciale, situati alle porte della cittadina, individuati fin da subito come una delle destinazioni più probabili per il reimpianto degli ulivi, considerata la vicinanza con il tratto stradale interessato ai lavori. "Stiamo mettendo insieme le forze perché gli ulivi non diventino mero arredo urbano", spiega Caroppo, "e perché questa iniziativa sia solo la prima di un circuito virtuoso che conduca alla rinascita dell'agricoltura nel Salento".

Tra i Comuni disponibili alla creazione del Parco, ci sono anche Uggiano la Chiesa e Lecce. Il sindaco Paolo Perrone, infatti, ha espresso l'intenzione di affidare all'associazione un'area molto estesa a nord di Lecce (probabilmente si tratta della masseria Tabacchi, sulla strada che da Frigole conduce a Torre Chianca). "In questo modo si salverebbe anche una splendida campagna dall'invasione del fotovoltaico", commenta soddisfatto Angelo Amato.

L'intenzione è fare degli ulivi, scampati al destino di pianta ornamentale, una pianta produttiva. Ma non solo. Obiettivo collaterale, ma non secondario, dell'associazione, è restituire l'agricoltura, principale vocazione del territorio salentino, ai giovani, attraverso la creazione di cooperative e il coinvolgimento dei paesi. "La scelta di affidare i terreni a cooperative di giovani agricoltori", spiega Angelo Amato, "ha innanzitutto una funzione sociale, ma punta anche alla produzione di un olio dalla qualità superiore, con olive raccolte direttamente dall'albero", attività da realizzare attraverso una gestione locale delle aree, per mezzo dell'impiego di giovani agricoltori.

"Il Parco degli Olivi salvati si presenta come esempio virtuoso di coordinamento politico", continua Amato, "una convergenza su un unico obiettivo da parte dei sindaci salentini". L'obiettivo, insomma, è andare al di là dei primi tre comuni sollecitando altre amministrazioni locali ad essere protagoniste di questo progetto: il prossimo passo è l'incontro tra i responsabili dell'associazione e i 97 sindaci della provincia di Lecce, convocato mercoledì 11 in Prefettura, Poi lunedì 16 sarà la volta di un incontro pubblico, organizzato con il patrocinio di Provincia e Comune di Lecce, aperto alla partecipazione di associazioni, pro loco e cittadini. L'appuntamento è all'Hotel Tiziano di Lecce alle 18, per la presentazione ufficiale del progetto. Insieme al presidente dell'Associazione Custodi di Olivinopoli, ci saranno il prefetto di Lecce Giuliana Perrotta, diversi amministratori locali fra cui i sindaci di Lecce, di Minervino e di Uggiano La Chiesa, l'agronomo Giuseppe Ferro, accademico dei Georgofili, l'agronomo Antonio Bruno, presidente dell'Adaf, ma anche un dirigente dell'Anas di Lecce, l'ingegnere Gianfranco Paglialunga.

Questi due incontri, nelle intenzioni degli organizzatori, saranno la prima tappa dell'iter burocratico di un'iniziativa che, almeno sulla carta, sembra mettere d'accordo tutte le parti coinvolte, dall'Anas che, riversando gli ulivi su un numero limitato di destinazioni, tutte relativamente vicine all'area dell'espianto, risparmierebbe sui costi di trasporto, ai comuni, che potranno ridare lustro alle aree incolte favorendo l'agricoltura e l'occupazione, fino ai tanti indignati verdi, protagonisti attivi di una battaglia a lieto fine.

(10 aprile 2012)
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