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Un paradiso nel cuore dello Jonio a due miglia da Gallipoli

Mercoledì, 21 novembre 2012 - - Categoria: Salento da salvare

L'Isola di Sant'Andrea, nel cuore del mar Jonio, dista poco meno di due miglia da Gallipoli e sul suo terreno accoglie un faro alto ben 45 metri, che risale al 1866. Completamente disabitata, si estende per ben 50 ettari, il doppio dell'isola della città vecchia. Due piccoli approdi, uno a nord-est e uno a sud-est, consentono di poter raggiungere l'isola anche con il mare mosso.

I Messapi la chiamavano Achtotus (terra arida) ma in realtà nell'area nord, vicino al faro, ci sono sorgenti di acqua dolce che nel corso del tempo hanno favorito l'insediamento umano (nella prima metà del secolo scorso, tra militari e loro famiglie si erano raggiunti i 50 abitanti). Forse anche per questo l'Isola era abitata fin dall'Età del Bronzo, come risulta da indagini archeologiche. Il nome Sant'Andrea deriva da un'antica cappella dedicata al santo, di cui non è rimasta traccia, costruita dai monaci bizantini.

Oggi fa parte del "Parco Naturale Regionale Isola Sant'Andrea - Litorale punta Pizzo", istituito nel 2006 e gestito dal Comune di Gallipoli, e rappresenta un patrimonio naturalistico unico. L'Isola è considerata, insieme a Capraia e Pianosa, il principale sito di nidificazione del gabbiano corso in Italia, specie inserita nella lista rossa degli uccelli a rischio estinzione. Anche per questo è vietato l'accesso se non ai ricercatori e, in particolari circostanze, a visite guidate.

(novembre 2012)

> LEGGI IL REPORTAGE SULL'ISOLA DI SANT'ANDREA

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