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La “tele” della Taranta

Mercoledì, 14 agosto 2019 - - Categoria: Editoriale

Non sono tanti gli eventi musicali live a essere mandati in diretta, su un'ammiraglia Rai per giunta. Anzi. È perciò chiamata quest'anno a una sorta di prova TV, La Notte della Taranta, che pure di prove, in 20 anni e passa, ne ha superate tante. Lo dicono i numeri, del Festival itinerante e del Concertone, lo dicono i fatti, la storia dell'evento e lo dice, soprattutto, la piazza di Melpignano, ogni anno piena.

Ha retto alle "primordiali" questioni tra puristi e innovatori, regge al costante e puntuale scontro tra sostenitori e detrattori, ha sempre superato la prova del pubblico, spesso, in maniera sorprendente. E quest'anno c'è anche la prova degli ascolti televisivi, di una tv generalista che entra nelle case, che non bisogna andare a cercarsela sul telecomando.

C'è stato pure, per un attimo e sui social, l'acceso e indignato dibattito sulla conduzione (esclusivamente televisiva, è opportuno sottolinearlo) di Belén Rodriguez, considerata culturalmente inadeguata, se non addirittura, per alcuni, una sorta di oltraggio alla "sacralità" della pizzica, della cultura popolare e, quindi, del Salento intero. Come se il Concertone della Notte della Taranta non fosse musica, spettacolo e, per tanti, un atteso rituale di festa condivisa.

Alla stregua di tante altre feste di piazza o di immagini patinate del Salento, dove, comunque, di retaggi anacronistici e stereotipi costruiti, se ne incontrano tanti.

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