Skin ADV

GOOGLE ADV

Santi e santini

Giovedì, 31 ottobre 2019 - - Categoria: Editoriale

È festa grande, San Martino. Lo è sempre stata e lo è ancora oggi, per quanto un po' mutata negli umori, come ogni tradizione, piccola o grande che sia. È sempre stata una piacevole consuetudine, da omaggiare e "officiare" in maniera amichevole, familiare e conviviale, prim'ancora che un rito collettivo o occasione di un evento "calendarizzato".

San Martino era San Martino, che "cadesse" di lunedì o di sabato. La domanda "che si fa a San Martino?" era come quella su altre feste comandate, anche sulle tavole dei salentini "fuorisede". Che San Martino sia, quindi, nelle case prima, poi anche tutti insieme in cantina e, perché no?, anche in piazza.

Come a Leverano, che quest'anno stappa e festeggia il suo novello proprio alla vigilia, un evento come sempre particolarmente atteso, festa clou dell'autunno in un Salento che, per il resto, si appresta a riempire le platee di teatri, grandi e piccoli, storici e moderni. Stagioni, cartelloni e rassegne, per grandi e bambini, in pochi anni hanno avuto una crescita esponenziale, come i corsi, i laboratori, le scuole.

E c'è pure l'esperienza del teatro di comunità, a Caprarica, con un rito teatrale collettivo che accompagna la solenne processione per il suo "Santu Ronzu te lu racanu", ispirato da un racconto popolare in versi che ripercorre lo scampato pericolo venuto dal cielo. Un miracolo. Come quello che salvò Rocco, che ai suoi vicini di casa, a Cutrofiano, volle donare le sue pareti ricolme di santi.

Torna a inizio pagina
ClioCom © copyright 2013-2019 - Clio S.r.l. Lecce - Tutti i diritti riservati - layout e grafica