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Santi turisti

Mercoledì, 31 luglio 2019 - - Categoria: Editoriale

È il mese dei tuffi. Nel mare, nelle feste e nei grandi eventi, nei viaggi, nelle ferie. Da che mondo è mondo... agosto è agosto! 

E per il Salento, da qualche lustro, il mese di agosto ha un sapore e un clamore particolare. C'è la sperata "invasione" di turisti, attesa magari per rimpinguare un po' i conti di una stagione che, alla fine, offrirà come sempre dati contrastanti, forieri di analisi mai chiare e concordanti. Ci sono i tanti, tantissimi "salentini di ritorno", di più generazioni, che si confondono con i turisti. Anzi... che ormai lo sono a tutti gli effetti, e ne rappresentano una parte rilevante, se non sostanziale.

C'è una terra, il Salento, che sbandiera e celebra le sue virtù, i suoi tesori, gli eventi, così numerosi e, spesso, concomitanti, che per appagare gli organizzatori necessitano indubbiamente di un bacino di avventori e spettatori fuori dalla normalità.

Una terra che mette in mostra tutto, anche le sue contraddizioni: la sporcizia ovunque, in primis, non è certo un bel vedere, nel mare e sulle coste come nelle campagne.

Dove, nel clamore agostano, c'è però chi ha preso in eredità il concetto di sacralità della terra e della comunità. Conservando, celebrando con riverente goliardia, popolare devozione e radicale impegno, il simulacro in pietra di un "santo-non-santo", che quest'anno compie settant'anni. In piccolo, senza l'ansia dei numeri, degli incassi e del pubblico, ma solo per il piacere della festa condivisa.

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