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A Kiss: lo spettacolo di Mario Perrotta su Ligabue premiato a New York

Lunedì, 26 novembre 2018 - - Categoria: Cultura

"Provo a chiudere gli occhi e immagino: io, così come sono, con i miei 40 passati, con la mia vita – quella che so di avere vissuto – ma senza un bacio. Neanche uno mai. Mai. Senza che le mie labbra ne abbiano incontrate altre, anche solo sfiorate. Senza tutto il resto che è comunione di carne e di spirito, senza neanche una carezza".

"Un bès", spettacolo di Mario Perrotta sulla figura del pittore italiano Antonio Ligabue, approda con successo sul palcoscenico newyorchese del Festival United Solo, importante kermesse che ha ospitato in passato monologhi di celebri attori come Robin Williams, ottenendo il premio come Best International One-Man Show nella sua versione in inglese americano "A kiss".

"Un bès" fa parte del Progetto Ligabue, opera di Mario Perrotta in più tempi e luoghi, intorno alla figura di Ligabue, dalla Svizzera, terra natale, alle rive del Po e le lande reggiane e mantovane.

"Provo a chiudere gli occhi e immagino: io, così come sono, con i miei 40 passati, con la mia vita – quella che so di avere vissuto – ma senza un bacio. Neanche uno mai. Mai. Senza che le mie labbra ne abbiano incontrate altre, anche solo sfiorate. Senza tutto il resto che è comunione di carne e di spirito, senza neanche una carezza. Mai. E allora mi vedo – io, così come sono – scendere per strada a elemosinarlo quel bacio, da chiunque, purché accada. Ecco, questo m'interessa oggi di Antonio Ligabue: la sua solitudine, il suo stare al margine, anzi, oltre il margine – oltre il confine – là dove un bacio è un sogno, un implorare senza risposte che dura da tutta una vita", racconta Perrotta nelle note di regia, "Voglio avere a che fare con l'uomo Antonio Ligabue, con il Toni, lo scemo del paese. Mi attrae e mi spiazza la coscienza che aveva di essere un rifiuto dell'umanità e, al contempo, un artista, perché questo doppio sentire gli lacerava l'anima: l'artista sapeva di meritarlo un bacio, ma il pazzo, intanto, lo elemosinava. Voglio stare anch'io sul confine e guardare gli altri. E, sempre sul confine, chiedermi qual è dentro e qual è fuori".

Insieme allo spettacolo teatrale, il Progetto Ligabue, realizzato in collaborazione con il Teatro Sociale Gualtieri e il Teatro dell'Argine, prevede laboratori nelle scuole italiane e svizzere sulla figura di Antonio Ligabue; interventi nel territorio emiliano e lombardo sui temi della marginalità sociale e del disagio mentale; "Un uomo visto dal basso", una sorta di biografia popolare di Ligabue ricostruita a partire da interviste a uomini e donne del territorio, tra la sponda reggiana e quella mantovana del Po.

Dopo la marginalità geografica degli emigrati, Mario Perrotta, un esperto delle personalità ultime, di quelle estreme, lontane dai centri delle convenzioni sociali, si dedica questa volta alla marginalità mentale, al dissidio interiore, al conflitto, spaziale e psicologico, che viveva Ligabue. "Mi trovo 'costretto' a seguire una personalissima attrazione, ancestrale direi, per l'animale Antonio Ligabue, quella zona bestiale e pura che lui ha così tenacemente cercato nelal sua opera, restituendola a noi con una violenza insuperata".

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