Buon compleanno, Officine Cantelmo

Mercoledì, 20 febbraio 2019 - - Categoria: Salento News

L'ultima nata, in casa Officine Cantelmo, è la rassegna dei "Dischi parlanti", ideata per promuovere le nuove uscite discografiche di artisti e band pugliesi, a testimonianza del rapporto privilegiato con la musica dello spazio polifunzionale leccese, che festeggia i dieci anni di attività.
Sono davvero tantissime le iniziative che si sono alternate nel grande openspace di viale De Pietro, a Lecce, e nella adiacente Mediateca (nata nel 2011). Da Unisalento Store a Unisalento Press, dagli sportelli "Cerco alloggio" e "Studiare a Lecce è scontato" al Job center, dal progetto Climaction alle Officine della Musica; e poi, ancora, infinite rassegne, eventi, mostre, dibattiti, mercatini, convegni, laboratori, concerti, presentazioni e altro ancora.
Buon compleanno, quindi, al grande contenitore culturale, concreto punto di contatto tra Università, enti locali, imprese e associazioni, ormai solido punto di riferimento per la città di Lecce, la provincia e anche oltre, spazio riportato alla pubblica fruizione nel 2008, grazie all'apporto del Comune di Lecce e dell'Università del Salento che hanno messo a disposizione gli spazi di un vecchio opificio (fabbrica dove un tempo si lavorava il ferro) e fornito supporto nella riqualificazione.

Dopo le presentazioni dei nuovi dischi de Le Scimmie sulla Luna, Blumosso, Christine IX, Uro, Ties e Turco, tra novembre e gennaio (appunto, per la rassegna dei "Dischi parlanti"), alle Officine Cantelmo si aspettano i prossimi live. Mercoledì 20 febbraio (ore 20, ingresso libero) ci sono i Clab, band attiva dal 2012, inizialmente come tribute band dei Rage Against the Machine, adesso impegnati nella promozione del loro primo disco ufficiale. In apertura di serata laperitivo musicale e il djset a cura di Radio Wau.
E poi mercoledì 27 i Respiro, con il nuovo album "unPOPositivo", il 6 marzo la cantautrice Cristina Verardo, e poi, a seguire, May Snow, Manuel Pantu, Float a Flow, Buckwise, Silvered e Osvaldo Greco, fino a metà aprile.

Marco Cataldo, presidente della società cooperativa Officine Cantelmo, racconta a quiSalento le origini, i progetti attuali e quelli futuri.

- Partiamo dal presente. Come nasce la rassegna "Dischi parlanti"? Che rapporto hanno le Cantelmo con la musica? Cos'altro bolle in pentola?

Le Officine Cantelmo sono nate con la musica, potremmo definirle in parte la "casa della musica". Abbiamo lavorato per provare a dare sostegno ai ragazzi che trovano nelle Officine Cantelmo una collocazione naturale, per esibire la loro passione e competenza. Dischi parlanti è proprio questo: puntare ad accendere un faro sulle tante band emergenti, che hanno già raggiunto un ottimo livello. Abbiamo il dovere morale di sostenerli e valorizzarli. Se ci guardiamo indietro sono tanti i progetti che hanno avuto questo filo conduttore: "Officine della musica" o "La poesia nei juke boxe".

- Mostre, live, rassegne cinematografiche, mercatini, convegni, spettacoli... c'è qualche tipo di evento che non avete mai ospitato, che non avete mai organizzato e, magari, vi piacerebbe vedere alle Officine?

Difficile scrivere il curriculum di Officine Cantelmo. Sono stati veramente tanti gli venti ed i progetti realizzati. Dal teatro alla musica, dalle mostre ai mercatini, dalle startup agli innovatori sociali. Ci piacerebbe continuare ad essere un po' la porta del futuro dei tanti innovatori sociali che vivono le Officine Cantelmo. In parte lo siamo stati, ma molto possiamo ancora fare. Diventare la vera banca delle competenze in cui è possibile scambiare la propria professionalità per costruire valore insieme agli altri.

- Da una scommessa tutta da giocare a una formula ampiamente riconosciuta sul territorio. Quali sono i segreti delle Officine e del gruppo che vi lavora? Qual è il fuoco che tiene accesa la fucina della vecchia fabbrica?

La passione è alimentata ogni giorno dai ragazzi che provano a costruire i loro progetti. Siamo stati in grado di vivere gli errori e le sconfitte in modo formativo. Partecipazione è la parola chiave, che spesso è mancata sul nostro territorio. Condividere e partecipare con tutte le realtà perché attraverso la rete si costruiscono le vie del successo.

- Sono davvero tante le realtà che ormai operano sotto forma di cooperativa. Un'idea (longeva) di fare società che continua a rinnovarsi in tutta la sua attualità. Che vuol dire essere soci? Qual è il valore aggiunto dei soci delle Cantelmo?

La bellezza della cooperazione. Una testa un voto, direbbe qualcuno. Tutti i soci sono parte attiva del processo decisionale di attuazione dei programmi di inizio anno. In un momento di grande crisi economica, la cooperazione riesce a vincere le sfide dei numeri e degli obiettivi. C'è una cosa che caratterizza tutti i soci di Officine Cantelmo: la semplicità. Sembra scontata e banale, ma nel fare impresa è una componente fondamentale per andare avanti in armonia.

- Guardiamo infine al futuro. Come vedi le Officine Cantelmo tra dieci anni?

Se mi avessero chiesto come avrei immaginato le Officine Cantelmo 10 anni fa, non avrei saputo rispondere. Sono stati 10 anni di continui cambiamenti, dettati spesso dai cambi della società e comunità che indica la strada da seguire. Una cosa credo che rimarrà costante: lo spazio ai giovani ed alle competenze, che sono il motore che animano uno dei più belli contenitori di innovazione sociale del sud Italia. Un grazie di cuore a tutte le realtà che insieme a noi sono riusciti a costruire valore per il territorio.