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Calimera promuove "lu cuturusciu"

Mercoledì, 14 marzo 2012 - - Categoria: Attualità

E' la strada che i prodotti con una storia, un legame profondo con il territorio in cui sono nati del quale hanno assorbito e rappresentano le peculiarità, devono seguire per rientrare nell'elenco speciale dei "Prodotti tradizionali" quella che Calimera, su iniziativa della Pro Loco intende intraprendere per far sì che "Lu cuturusciu" sia tutelato, e riconosciuto, come un vero e proprio bene culturale.

L'assessorato per le Attività economiche e produttive del Comune e la Pro Loco, presentano così il progetto in un incontro lunedì 19 presso la sede dell'associazione in via San Giovanni Bosco al quale prenderanno parte il presidente dell'associazione, Brizio Candelieri, l'assessore alle attività produttive, Gaetano Coppome, Vincenza Caiulo, biologa e nutrizionista e l'assessore regionale alle risorse produttive Dario Stefàno.

Ma che cosa è "lu cuturusciu"? Se la virtù di non buttare via nulla era tipica dei nostri nonni ma anche di tutto il Salento, solo a Calimera prendeva la forma di un gustoso tarallo. "Lu cuturusciu, infatti, era il risultato del riutilizzo dell'impasto rimasto attaccato sulla madia dopo la lavorazione del pane. Un po' di olio in più, sale grosso e un pizzico di pepe conferivano a questa ciambella quel gusto che con il passare del tempo non ha mai perso pregnanza.

La cultura del territorio c'è tutta, e lo dimostra anche il fatto che nella cittadina grika si usa chiamare "cuturusciu" anche le caratteristiche corti che si affacciano, come una ciambella, sulla strada. Si comincia alle 18.

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