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Castrignanò col Balletto di Monte Carlo, successo nel Principato

Domenica, 05 maggio 2019 - - Categoria: Cultura

Un'osmosi in movimento. Una festa danzante, che mescola il ballo popolare alla coreografia, una vera e propria liberazione del corpo che coinvolge i danzatori e il pubblico. Si chiama "Core Meu", lo spettacolo di Jean-Christophe Maillot andato in scena presso il Forum Grimaldi di Monte Carlo, per ben quattro repliche, dal 25 al 28 aprile scorso, un successo di critica e pubblico che ha visto sul palco, oltre al Balletto di Montecarlo, Antonio Castrignanò. Già noto alle scene francofone, il cantante e musicista salentino, con il suo gruppo (Rocco Nigro, Gianluca Longo, Luigi Marra, Maurizio Pellizzari, Giuseppe Spedicato, Giovanni Emanuel Gelao, al quale si sono aggiunti Redi Hasa e Davide Chiarelli), ha imbastito una scaletta d'eccezione, modellata su sette brani della tradizione musicale salentina.

Una coreografia che ha preso forma già nell'estate del 2017, in occasione della rassegna "F(ê)aites de la Danse", presso il Casino di Monte Carlo, sempre in compagnia dell'orchestra guidata dal cantante e tamburellista salentino. "Per la prima volta ho voluto far piacere a me, al corpo di ballo e al pubblico", ha dichiarato Maillot, istrionico autore, che è passato dal music-hall alla danza classica, dal teatro-danza all'astratto e che con "Core Meu" ha scelto di liberarsi dei rigidi codici del balletto e far esplodere il corpo in una vera e propria liberazione, quasi febbrile.

"Quando ho ascoltato per la prima volta la voce di Antonio, sono stato investito da una voglia irrefrenabile di danzare", continua Maillot, "allora gli ho chiesto di ripensare alla pizzica in funzione del teatro, di scrivere nuovi brani ed esplorare più in profondità la sua tradizione musicale, che non è solo gioia, furia di vivere e seduzione, ma anche passione, dolore". Allora passi a due umoristici, una coreografia inebriata di piacere e di forza, ma anche momenti di lirismo e poesia, tutto scandito dalla voce trillante di Castrignanò, in una ronda antica ed eterna, unione magica e lancinante di corpi, declinata nelle due espressioni più tipiche dell'umano: la danza e il canto.

"Abbiamo creato una narrazione intima, che esplora non solo la dimensione artistica ma anche e soprattutto la dimensione umana", dichiara Castrignanò, "un'interazione armoniosa e fruttifera tra me e Jean-Cristophe, che ha dato energia, emozione, gioia, a noi e al pubblico". Quasi un rituale dionisiaco, la quintessenza delle feste di paese del Sud Italia, con corpi illuminati, 'tarantolati', quasi in trance che si agitano senza fine al ritmo arabeggiante e indiavolato della pizzica e che riproduce anche quei movimenti tipici del corteggiamento, con la donna, ritrosa, timida e sensuale, e l'uomo, fervente di vitalità e virilità. Una dualità quasi ancestrale, che evoca culture d'un altro tempo, ma che sanno ancora affascinare.

Mattatore, voce, anima e mano instancabile sul tamburello, Castrignanò, che occupa il centro della scena, che dirige questa travolgente alternanza tra lirismo e impetuosità, cuore del vorticoso girotondo tra uomini a torso nudo e donne, abbigliate come un fiore, nelle aggraziate tuniche bianche e blu. Uno spettacolo che mescola magistralmente la rusticità popolare e la forza della tarantella a uno stile coreografico raffinato, elegante, vibrante d'energia e passionale, ancora in grado di esercitare il mitico effetto terapeutico del danzare, quasi costringendo il pubblico a lasciare le sedie e a unirsi all'estasi collettiva. "Ho sempre avuto una venerazione smisurata per la danza e la perfezione che quest'arte riesce ad esprimere con naturalezza attraverso le sue forme e i movimenti", chiude il musicista salentino, "interagire con la sua bellezza ed averla in prestito, da Jean Christophe Maillot e Les Ballets de Monte Carlo, per la propria musica è un'esperienza artistica ed emozionale immensa che auguro ad ogni artista.... oltre ovviamente al piacere di sperimentare forme espressive di grande qualità spingersi oltre per sorprendersi".

"Core meu" non ha finito di viaggiare e incantare le platee. Prossima tappa: Dubai, per l'Esposizione Internazionale.

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