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Con i vini di Antò e Renata il brindisi antimafia di Libera

Martedì, 03 aprile 2012 - - Categoria: Attualità


Gli amici lo chiamavano "pesciolino", e adesso una pinna allegra ammicca dall'etichetta di "Antò Puglia IGT", l'ultimo vino proveniente dalla cantina Hiso Telaray della Cooperativa Sociale Terre di Puglia - Libera Terra, attiva tra Mesagne e San Pietro Vernotico. Il nuovo vino è un primitivo deciso, che ha debuttato con successo al Vinitaly di Verona, ed è dedicato ad Antonio Montinaro, giovane agente di polizia salentino (era originario di Calimera), al servizio nella scorta del giudice Giovanni Falcone, morto a soli 29 anni nella strage di Capaci del 23 maggio del 1992.

Insieme al pesciolino, un delicato fiore di ibisco sboccia sull'etichetta del Negroamaro intitolato a Renata Fonte, assessore neretino assassinata il 31 marzo del 1984 a Nardò. Un rosso verace e appassionato, presentato per la prima volta durante l'edizione 2011 del salone di Verona, "speriamo all'altezza del nome scritto sull'etichetta", dicono dalla Cooperativa.

Si leva contro la mafia, quella che ha imbrattato il Salento negli anni ottanta e che muove fili invisibili ancora oggi, quella che non ha più i "don" ma ha assoldato file di caporali, il brindisi di Libera Terra, che ha intitolato la sua attività vitivinicola a un giovane migrante albanese, Hiso Telaray, morto nel 1991 per aver osato alzare la testa contro il caporalato, e continua a coniugare la vocazione agricola del territorio a una necessaria battaglia sociale.

Sono 35 gli ettari di vigneti utilizzati dalla cooperativa, che si estendono tra Torchiarolo e San Pietro Vernotico, terreni confiscati alla mafia e divenuti teatro attivo di un'agricoltura non solo sana e biologica, ma anche virtuosa, che ha accolto i braccianti immigrati di masseria Boncuri (centro d'accoglienza per i braccianti extracomunitari a Nardò), sottraendoli al giogo del caporalato. I vini sono il fiore all'occhiello di Libera Terra, che produce anche tarallini e friselline, passata biologica di pomodoro, sottoli, pomodorini essiccati e olio extravergine d'oliva.

Libera Terra si occupa da quasi cinque anni della gestione di beni e proprietà confiscati alla mafia, tra cui la villa appartenuta al "cassiere" della Sacra Corona Unita, Tonino Screti, tra San Pietro Vernotico e Torchiarolo al confine tra le province di Brindisi e di Lecce, oggi quartier generale della cooperativa e sede dei campi antimafia, fortunata iniziativa estiva che accoglie ragazzi provenienti da tutta Italia per vivere un'esperienza di lavoro nei campi. E per toccare con mano quella parte del territorio salentino, vittima di tristi stereotipi, raccontata, almeno finora, solo dalla cronaca nera.

(3 aprile 2012)
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