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I segni dell'andar per mare

Venerdì, 13 settembre 2019 - - Categoria: Cultura

"L'Atlantico e il Pacifico sono i mari delle distanze, il Mediterraneo è il mare della vicinanza, l'Adriatico è il mare dell'intimità", scriveva così Predrag Matvejevic nel suo "Breviario Mediterraneo". Ed è ispirato alla poetica citazione dello scrittore slavo "Nel mare dell'intimità. L'archeologia subacquea racconta il Salento", mostra di dialogo tra arte antica e contemporanea, a cura di Rita Auriemma e Luigi De Luca, ospitata negli insoliti spazi dell'Aeroporto di Brindisi, frutto di una serie di progetti di ricerca e missioni congiunte, e diverse collaborazioni tra Regione Puglia, Aeroporti di Puglia, Università del Salento, Soprintendenza.

Inizia sabato 14 settembre a Lecce, alle 18 presso il Museo Castromediano, il ciclo di presentazioni del catalogo della mostra, con approfondimenti dedicati all'archeologia subacquea e al patrimonio museale salentino, che toccherà poi Porto Cesareo (Torre Chianca di Porto Cesareo, 15 settembre ore 18.00), Taranto (MArTA, 16 settembre, ore 10), Brindisi (Museo Archeologico Francesco Ribezzo, 19 settembre, ore 10.30), Gallipoli (Museo Civico Emanuele Barba, 20 settembre, ore 19.30) e Torre Guaceto (Area Marina Protetta e Riserva Naturale dello Stato di Torre Guaceto, Centro visite Al Gawsit, Serranova, 27 settembre, ore 18), nei musei coinvolti per il grande progetto espositivo in corso in Aeroporto di Brindisi fino al 5 luglio 2020.

Un indispensabile compagno di viaggio, così gli organizzatori presentano il catalogo, a cura di Rita Auriemma, Antonella Antonazzo e Giovanna Tinunin, uno strumento di circa 230 pagine, un racconto per immagini e parole in cui si ritrovano tutti i colori della mostra, dal verde acquamarina al blu oltremare. 

Dall'allestimento dalla natura immersiva, emergono così le storie custodite nei fondali dei nostri mari la cui "voce narrante" è proprio l'archeologia subacquea con i reperti riportati alla luce e contestualizzati nella propria epoca che vanno poi a intrecciarsi alla ragnatela di rotte tessuta nel mare del Salento, alle vite di naviganti, profughi e naufraghi di ieri e di oggi. A loro è dedicata l'opera in mostra di Costas Varotos proveniente dal museo di arte contemporanea di Atene, l'elica della Katër I Radës, la motovedetta albanese che affondò al largo di Otranto nel marzo 1997 provocando la morte di 81 persone. I contenuti multimediali inediti e i reperti accompagnano poi sulle sponde delle terre di approdi e partenze pugliesi, dall'aeroporto di Brindisi, infatti, l'esposizione si dirama nei diversi musei del territorio, annodando i fili di un racconto che si fa capillare.

"L'attenzione che Aeroporti di Puglia riserva al mondo dell'arte e, più in generale, della cultura non deve sorprendere", dichiara Tiziano Onesti, presidente di Aeroporti di Puglia, "Siamo, infatti, fortemente consapevoli della funzione sociale che le aziende devono assumere nei confronti dei territori in cui operano. Per questo, attraverso iniziative concrete e di alto profilo, come la mostra ospitata nell'aeroporto del Salento, ci impegniamo a far conoscere e a valorizzare quanto di meglio
offre il ricco patrimonio della nostra preziosa regione. L'aeroporto è un vero e proprio hub dove le persone, le arti, le economie si incontrano e generano valore, innovazione. Sottolineiamo sempre il ruolo fondamentale e strategico delle nostre infrastrutture per il conseguimento dello sviluppo sostenibile, inteso nella sua classica triplice dimensione – economica, ambientale e sociale – delle nostre terre".

Nel mare dell'intimità. L'archeologia subacquea racconta il Salento. Brindisi, Aeroporto del Salento. La mostra è fruibile dai viaggiatori in partenza e arrivo. Per gli altri visitatori è aperta, dalle 22 alle 5 del giorno dopo, nei fine settimana e prefestivi prenotando per mail: info@nelmaredellintimita.it

Programma completo sul sito nelmaredellintimita.it

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