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Il secondo "Tenco" di Alessio Lega, come miglior interprete

Martedì, 02 luglio 2019 - - Categoria: Salento News | Attualità

"Miglior interprete di canzoni", questa è la prestigiosa targa del Premio Tenco che Alessio Lega si porta a casa con il disco "Nella corte dell'Arbat", con cui fa rivivere, in lingua italiana, i versi dell'autore russo Bulat Okudžava. Si tratta della seconda Targa Tenco della sua carriera di cantautore, dopo quella del 2004 per "Resistenza e amore", come miglior opera prima. Nel mezzo, una carriera artistica e una vita che, spesso, si fa fatica a tenere distinte, tanto si attraversano fra loro. Perché Alessio Lega dice e canta quello che sente, e sente quello che fa. L'abbiamo raggiunto per alcune dichiarazioni a caldo, dopo l'annuncio del bel riconoscimento ricevuto.

 

- Da dove nasce l'idea di questo disco e da quanto tempo ci lavori.

Come succede spesso ai miei lavori, in particolare quelli che riguardano l'interpretazione di canzoni provenienti da altre lingue e culture, è un lavoro lungo e stratificato nella fase preparatoria... ho sentito il primo vinile di Okudžava circa trent'anni fa a Lecce, a casa di una vicina. Ho inseguito per anni questo poeta cantore che mi affascinava per la sua musicalità, pur non conoscendone la lingua, attraverso traduzioni in francese, infine il lungo rapporto, anche sentimentale, con Giulia De Florio, straordinaria slavista, mi ha permesso di cominciare un vero lavoro di traduzione a quattro mani. Con questo materiale pronto abbiamo cercato l'editore, una volta realizzatesi le condizioni, abbiamo fatto il disco (mix compresi) in tre giorni. Quindi trent'anni per fare il disco più rapido della storia.

- Le tradizioni sono ad opera tua? Conosci il russo?

Penso di averti risposto, preciso che non conosco il russo, anche se ho passato periodi interi in Russia e sono un cultore della canzone e della poesia slava (Okudžava a parte). Oltre al privilegio di lavorare con una traduttrice coltissima, mi sono confrontato con grandi intellettuali europei, e inoltre le canzoni cantate dall'autore svelano molto anche solo all'ascolto.

- La targa Tenco è un importante riconoscimento e vincerlo con un disco oggettivamente difficile è un segno confortante. Il messaggio che volevi far arrivare sembra abbia colpito i giurati. Come la mettiamo col pubblico dei non addetti ai lavori? Pensi riuscirà a colpire al cuore, in egual misura, come Ramón? O ci vuole studio per approcciarsi ad esso?

In tutta onestà non penso che sia un repertorio che possa riempire gli stadi... ma credo che con un accurato lavoro di comunicazione (il Tenco ne è un tassello importante) possa arrivare bene in teatri e rassegne letterarie (in settembre lo porteremo al Festival di Mantova). La prova l'ho avuta quando ho cantato queste canzoni negli spettacoli con Ascanio Celestini, molto seguiti e apprezzati dal pubblico.

- Torni al Tenco per la seconda volta. Raccontaci la prima.

Ritiro una Targa per la seconda volta dopo il 2004, ma in questi quindici anni sono stato invitato al Tenco sette, otto volte... l'anno scorso proprio per presentarci un'anteprima di questo lavoro. Quest'anno oltre che le canzoni di Okudžava canterò nell'ambito della rassegna le canzoni di Franco Fortini e quelle di Ivan Della Mea (è appena uscita una sua biografia scritta da me). Non ho notizie di molti altri salentini che facciano le stesse cose su palchi così prestigiosi... possibile che a Lecce ci sia invece spazio solo per la Pizzica?

(Laura Rizzo)

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