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Il Soffio Verde di Lecce, cittadinanza attiva a Parco Tafuro

Giovedì, 03 maggio 2018 - - Categoria: Attualità

Arriva anche a Lecce il "Soffio verde". Si prenderanno cura delle aiuole e degli spazi di Parco Tafuro e delle adiacenti vie Puccini e Rossini, le associazioni e i giovani richiedenti asilo ospitati da Arci Lecce nel Csa (Centro di accoglienza straordinaria) del capoluogo. Dopo il buon riscontro del progetto avviato a Tricase, Sogliano e Trepuzzi, tocca alla città respirare un po' di "Soffio verde", un vero e proprio patto di cittadinanza sottoscritto dal sindaco, Carlo Salvemini, dall'assessore all'Urbanistica, Rita Miglietta e da Anna Caputo, presidente di Arci Lecce.

Così, una volta la settimana, i volontari, in sinergia con la Lupiae servizi, si impegneranno nella riqualificazione delle aree verdi, estirpando erbacce, piantumando dove e quando necessario, innaffiando e potando. Nel patto anche la manutenzione e l'aggiornamento di pannelli e bacheche informativi.

Un progetto che ha un valore "apripista", dice il sindaco Carlo Salvemini, "il tema della manutenzione, custodia, presa in carico degli spazi pubblici e delle aree a verde della città è per noi centrale. Lo facciamo dando valore al principio di sussidiarietà, con questo progetto che coinvolge cittadini e richiedenti asilo, vogliamo che lo spazio pubblico sia concepito da tutti come casa propria".

È stato accolto con grande interesse il progetto dall'assessore Rita Miglietta, "oltre a dare centralità all'inclusione sociale e culturale coinvolgendo i richiedenti asilo", spiega, "ha l'obiettivo di migliorare il senso di appartenenza dei cittadini di questo quartiere. Sono certa che attraverso questo progetto riusciremo a mettere a valore il desiderio espresso da questi concittadini di condividere spazi pubblici più decorosi".

Parla invece dell'idea che è alla base del progetto Anna Caputo, "nata dalla volontà", spiega, "di far capire alle persone che arrivano nel nostro Paese cosa significhi cittadinanza attiva e cura del luogo dove si vive. In maniera lenta e inesorabile siamo riusciti a far comprendere questo sentimento che va al di là della solidarietà di gruppo ma diventa solidarietà sociale. Proprio per questo siamo riusciti ad avvicinarli alle tematiche ambientali e a farli interagire con il quartiere di riferimento, coinvolgendo sempre gruppi diversi di beneficiari".

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