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L'asino che cura: la pet therapy in campagna

Giovedì, 29 novembre 2018 - - Categoria: Ambiente

Sono ben noti i benefici della pet therapy, ovvero la terapia dell'animale da affezione, che sfrutta gli effetti positivi della vicinanza di un animale da compagnia, di solito un cane o un gatto. Ese l'animale in questione fosse un asinello? È quello che propone la Casa delle Agriculture Tullia & Gino a Castiglione d'Otranto, nel corso di formazione "L'asino che cura", previsto dal 13 al 16 dicembre.

Favorire la socializzazione di persone affette da disturbi psichici e minori a rischio, il cui rapporto con l'altro non è mai scontato, questo l'obiettivo primo del corso rivolto a volontari e accompagnatori. Un obiettivo da raggiungere tramite la conoscenza e 'interazione con l'asino, animale mansueto, portatore di una affettività straordinaria, che ben si presta al ruolo di facilitatore della comunicazione, attraverso attività ludiche e ricreative, stimola la curiosità, la fiducia in se stessi ed è fonte di spunti sensoriali ed emozionali.

I tre giorni prevedono momenti tecnici e laboratoriali, con la partecipazione dei tre asini di Martina Franca di cui la Casa delle Agriculture è affidataria. Il corso si svolge in compagnia di docenti altamente qualificati, tra cui: Patrizia Ponzio, ricercatrice del Dipartimento di Scienze veterinarie di UniTorino, coadiutore dell'asino afferente al Centro Referenza Nazionale per gli IAA (Interventi assistiti con animali); Claudia Mariani, dottoranda di ricerca presso UniTeramo, esperta in gestione, avvicinamento, approccio e trattamento degli equidi; Augusto Carluccio, preside della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Teramo; Maurizio Caputo, medico veterinario e dottorato UniTeramo; Maria Lucia Santoro, pediatra, referente provinciale per il settore Ambiente della Federazione italiana Medici Pediatri e per il Creis (Centro ricerca europeo per l'innovazione sostenibile), medico Isde (associazione medici per l'ambiente); Rosario Surano, psicomotricista funzionale formatosi presso Isfar Post-Università delle Professioni di Firenze, team teach e tecnico del comportamento rbt.

Un'iniziativa, questa, che si inserisce nell'ambito di una delle linee d'azione principali della Casa delle Agriculture, "La terra che cura", che coinvolge soggetti deboli o in condizioni di marginalità sociale nelle pratiche rurali, attraverso attività di inclusione e professionalizzanti. Un progetto al quale aderiscono anche le cooperative sociali L'Adelfia e Harka.

Sono due le innovazioni principali del progetto: innanzitutto utilizzare la pet therapy, ormai riconosciuta come co-terapia valida per l'accompagnamento di soggetti deboli, e farlo in un contesto rurale, ambiente che da sempre ha dato dignità, rispetto e valore agli individui portatori di singolari particolarità, tra cui il disturbo psichico. Un'iniziativa, quindi, che mira a ridurre la marginalità, quella sociale e quella geografica, attraverso il contatto con la terra e con il calore umano. E animale.

Il corso è realizzato con il supporto della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Teramo e la collaborazione di Isde Lecce, Auser Ponte Andrano-Castiglione, coop. Casa delle Agriculture, Gus e Oikos. Prevede un numero limitato di partecipanti, con lezioni tradotte anche in inglese e arabo.

Info e iscrizione (obbligatoria entro il 10 dicembre): 348/5649772

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