Menestrelli e cantastorie nel Capo di Leuca

Venerdì, 12 luglio 2019 - - Categoria: Cultura

Quando l'umanità non aveva ancora il dono della scrittura, erano loro i libri, i custodi importantissimi dell'immenso patrimonio immateriale di storie, ricordi, epopee, epica e poesia, i cantastorie, in grado di conservare nella memoria i racconti di intere generazioni e restituirli al loro pubblico con il solo aiuto della metrica.

È dedicata alla figura del menestrello la quarta edizione della Scuola estiva di storia delle tradizioni popolari di Liquilab, allestita dal 14 al 21 luglio nel Capo di Leuca, che si avventura sulle tracce dei cantastorie di tutto il mondo, per un focus sull'importanza di salvaguardare le storie di una volta, di non lasciarle erodere dal tempo e dall'oblio, una ricerca che parte dal Capo di Leuca e si dipana nelle vicine Basilicata e Sicilia per poi attraversare il Mediterraneo e giungere nei Balcani e nel Nord Africa.

Si è tenuta oggi la conferenza stampa di presentazione, alla quale hanno partecipato l'assessore all'Industria turistica e culturale della Regione Puglia Loredana Capone; Luciano Marrocco dello staff del presidente della Provincia Stefano Minerva; Nicola Peluso, assessore alla Cultura del Comune di Tricase; Ornella Ricchiuto, sociologa e ricercatrice in Antropologia - direzione scientifica Liquilab; Eugenio Imbriani, docente di Antropologia culturale dell'Università del Salento - direzione scientifica Liquilab; Anna Cinzia Villani, cantante e ricercatrice della tradizione orale - direzione artistica della Residenza etnoantropologica e artistica di Liquilab.

Unico vero tramite tra l'arte, la memoria e la gente comune, i cantastorie erano considerati come venditori di ricordi, cantori vaganti che portavano tra il popolo racconti di tradimenti, avventure, omicidi e passioni, prima di salpare per un altro viaggio. Si sviluppa su questi temi, con ospiti, esperti e fonti d'eccezione, dal teatro di Rina Durante alle poesie popolari salentine, la scuola che si compone di una residenza artistica, workshop e numerose performance aperte al pubblico. 

Tra queste, sicuramente imperdibile, è l'esibizione del Tenore Murales di Orgosolo, mercoledì 17 a Tricase. Si dice che il canto a tenore sardo, d'origine incerta, sia un omaggio alla natura, che le voci delle "boghes" imitino il muggito del bue, il verso dell'agnello e il belato della pecora e che solo una sia la voce umana, simbolo della civiltà che ha addomesticato e dominato il regno animale. Diffuso in poche area della Sardegna, tra cui il Supramonte, dal 2005 il canto polifonico, tradizione esclusivamente maschile, è considerato Patrimonio intangibile dell'Umanità dall'Unesco, per la sua unicità ma soprattutto per la sua capacità di salvaguardare storie altrimenti preda dello scorrere del tempo.

Libri ambulanti, cantastorie vaganti, memorie viventi, sono i Griot, i menestrelli che percorrono in lungo e in largo il continente africano, raccogliendo e seminando storie, per custodirle e preservarle dal tempo e, insieme, farle germogliare presso le nuove generazioni. Ospiti a Tricase, giovedì 18, sono Moustapha Dembélé-Zam, griot del Mali, compositore e strumentista, con la sua variopinta valigia di strumenti musicali, dal balafòn al calebasse, e Laye Bado Seck, percussionista, dal Senegal.

L'appuntamento, sabato 20 a Tricase, è con i pupi siciliani. Si chiamavano "cuntari" e per dare vita a storie ed epopee antiche usavano i pupi, le marionette di legno finemente decorate e cesellate e, a volte, anche il gergo dei bassifondi, per permettersi commenti e aneddoti non graditi ai piani alti. La tradizione dei pupari e dei cantastorie siciliani è antichissima ma, fortunatamente, ancora viva, grazie alla passione dei nuovi maestri pupari di Palermo e Siracusa, del teatro di Mimmo Cuticchio tra i tanti, e del riconoscimento dell'Unesco, che nel 2008 ha inserito l'opera dei pupi tra i patrimoni orali e immateriali dell'umanità.

La Sicilia è la tappa finale della Scuola estiva di Liquilab con l'ospite d'onore Salvo Bumbello, figlio d'arte, maestro costruttore di pupi e artigiano di storie. Si comincia alle 21 presso l'atrio di palazzo dei Principi Gallone, con una degustazione di prodotti salentini e siciliani e, a seguire, va in scena il teatro delle marionetto con lo spettacolo "Il duello di Orlando e Rinaldo per amore della bella Angelica", a cura della compagnia Opera dei Pupi Brigliadoro di Salvo Bumbello.

Gli eventi serali sono gratuiti e aperti a tutti, mentre è possibile partecipare ai workshop e alla residenza artistica iscrivendosi gratuitamente (infoliquilab@gmail.com; 348/3467609). A conclusione dei lavori è rilasciato un attestato di partecipazione.

Info: 348/3467609.