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No euro, ritorna il baratto. A San Pio la buona economia

Giovedì, 29 marzo 2012 - - Categoria: Attualità

di VALERIA NICOLETTI

Unica regola: niente denaro. Si chiama "Piazza Baratto - dal consumo futile allo scambio utile", l'iniziativa a cura del neonato Circolo Foundry, in collaborazione con le associazioni Ruotando Ciclofficina Popolare, La Sita, Sudestudio e Rikuso, con il patrocinio della IV Circoscrizione, che da domenica 1° aprile ogni domenica del mese (con l'eccezione di Pasqua) invita a lasciare a casa il portafoglio e a portare in piazza, quella del parco di chiesetta Balsamo, nel quartiere San Pio di Lecce, oggetti inutili, regali impolverati, vecchie cose dimenticate, o mai usate, per scambiarsi oggetti e saperi ricorrendo al solo mezzo del baratto, alternativa concreta all'infinita catena di acquisti quotidiani, più o meno consapevoli, e alla consueta inclinazione al consumo.

Nell'epoca del nuovo a tutti i costi e dell'usa e getta, dove riparare sembra essere fuori moda, il baratto diventa commercio virtuoso, dove la materia prima è lo scarto e l'inutilizzato e unica, fondamentale, risorsa è l'ingegno. Necessità dettata dal momento di crisi? Forse, ma non solo. Lo scambio in piazza diventa occasione di condivisione a beneficio della collettività, per liberarsi di tutto quello che si conserva solo per abitudine, godendo del vero lusso dei tempi moderni, lo spazio. E regalarsi, di tanto in tanto, senza piegarsi alla logica dell'acquisto, un oggetto utile che, come valore aggiunto, porta con sé il vissuto e l'esperienza altrui. Come un libro di testo, dove una provvida mano ha già sottolineato con garbo i passi più importanti.

Non è un caso la scelta della piazza come teatro degli scambi. "E' necessario restituire alla piazza la sua identità", spiega Francesca Della Monaca, che ha aiutato i ragazzi del Circolo nell'organizzazione dell'iniziativa, "riscoprirla come luogo di scambio, chiacchiera e condivisione, per scavalcare i consueti non-luoghi del commercio, come l'ipermercato". Ma non solo. "Il ritrovo in piazza è anche un antidoto alle sempre più affollate piazze virtuali, per riscoprire la bellezza dell'incontro tra persone fisiche, lo scambio faccia a faccia", continua Francesca.

E non è casuale neanche la scelta del quartiere. Non l'elegante centro storico, né la trafficata piazza Mazzini, ma il popolare rione San Pio, dove queste iniziative hanno anche l'obiettivo di animare i cortili e vivacizzare la vita di strada e la convivialità tra vicini. "Vogliamo favorire la nascita di nuove relazioni nel quartiere, che vadano oltre quelle familiari e quelle mediate dal denaro", aggiunge Daniele Dubla, 40 anni, tra i fondatori del neonato Circolo Foundry, "e offrire un'alternativa a chi passa il proprio tempo libero nei centri commerciali".

Tra le mani dei partecipanti, a Piazza Baratto, non ci sono solo oggetti, ma anche servizi, prestazioni e il prezioso tempo libero domenicale. Saperi e competenze si appuntano su una bacheca, in attesa di piacevoli e rigeneranti scambi immateriali. Si inaugurano tavole rotonde e sbocciano piazze critiche, laboratori sugli orti urbani, l'autoproduzione e il riciclo. Seduti in piazza, si dialoga e si fa conoscenza, barattando esperienze e storie, si apprende e si insegna, si fa conversazione in inglese e in cambio si impara una ricetta, si osservano le tecniche di coltivazione e si insegnano arti vecchie e nuove, dal cucito alla terracotta. Tutto a costo zero.

Nessuna regola fissa, per un progetto all'insegna della consapevolezza e del consumo sostenibile. Ci si affida al buonsenso, che non richiede liste o decaloghi. Una sola accortezza: partecipare con oggetti in buono stato, funzionali e utili, affinché l'iniziativa non si muti nel solito mercatino dell'antiquariato o nelle inutili collezioni di improbabili chincaglierie, ma diventi punto di partenza per una nuova forma di proprietà, economica e temporanea, realizzata con modalità diffuse e non elitarie.

"Crisi non fa sempre rima con rinuncia e ristrettezze", dicono i ragazzi del Circolo Foundry, intenzionati a esportare in tutti i comuni salentini il baratto domenicale, come "utopia concreta", alternativa al modello di sviluppo economico attuale, certificato come il solo possibile. "Non ci sono ancora date", dichiara Francesca, "ma molti comuni hanno già richiesto di essere i prossimi ospiti del progetto".

Le domeniche di aprile sono solo la prima tappa di Piazza Baratto, che ha intenzione di trovare una dimora fissa e divenire punto di riferimento per chi voglia convertirsi al baratto. "Non vogliamo criticare o smuovere le coscienze", dichiara Daniele Dubla, "ma iniziare un percorso positivo che, attraverso esperienze concrete, possa diventare un'alternativa fattibile al consumo imperante, un arricchimento originale e creativo, a spese zero".

Info: Circolo Foundry, 380/2827174.


(29 marzo 2012)
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