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Oltre la frontiera: il Teatro dei Luoghi di Koreja

Sabato, 30 giugno 2018 - - Categoria: Cultura

Oltrepassare la frontiera. Scoprire "com'è fatto il buio della notte", come sono fatti i confini, le città, le luci che si accendono nell'oscurità. È dedicata ad Alessandro Leogrande, scrittore, giornalista, uomo di frontiera, scomparso troppo presto nel novembre dello scorso anno, l'edizione 2018 del Teatro dei Luoghi Fest & Fineterra, rassegna estiva dei Cantieri Teatrali Koreja, che quest'anno sceglie le aree di confine, letterale e metaforico, per approfondire il concetto di limite, fisico e immaginario, l'idea di viaggio, di diversità, di esclusione.

E lo fa con il teatro, luogo di confine per eccellenza, dove è d'obbligo, e naturale, oltrepassare la frontiera, quella geografica e quella emotiva, varcare la linea d'ombra, tra il noto e l'ignoto, farsi carico di ciò che è nostro per abbracciare l'altro. Ci si inoltra nel Salento dell'entroterra, con le tappe ad Acaya, Specchia e Aradeo, e la frontiera si attraversa anche con una tappa in Albania e una in Kossovo e gli spettacoli all'interno della casa circondariale di Borgo San Nicola. Far parlare chi non ha voce, i reclusi, gli anziani, i naufraghi della memoria, reale e letteraria, con ospiti importanti e un finale d'eccezione, a settembre, in compagnia di Marco  Paolini.

È stata presentata oggi la rassegna, con la conferenza stampa presso i Cantieri Teatrali Koreja, a cui hanno partecipato l'assessore Loredana Capone; Simona Manca, consigliere provinciale; Luigi De Luca, direttore del Polo Biblio Museale del Salento; Marco Giannotta, del Teatro Pubblico Pugliese; Giorgio Biasco, assessore alla Cultura di Specchia; Paolo Pisanelli del Cinema del Reale; Salvatore Tramacere di Koreja.

La rassegna debutta sabato 14 luglio con un doppio appuntamento a Lecce. Si comincia alle 21 presso il Museo Archeologico Sigismondo Castromediano in compagnia di Francesca Foscarini e il suo "Good Lack", trittico di storie d'assenza, vuoti emozionali e movimenti dell'anima. Si continua alle 22.15 nella splendida arena del Teatro Romano, nascosto nel centro storico, dove Chiara Guidi legge le "Lettere dalla notte" di Nelly Sachs, una sorta di poema crepuscolare, dettato dalla morte della madre, che si muove a tentoni nell'assenza, nel buio, anelando il compimento dell'esistenza.

"Niente ci fu", diceva la mamma, non fa niente, non parlare, stai zitta che tutto passa. E invece qualcosa ci fu e Franca Viola, nel lontano 1965, decise di parlare e dire ad alta voce che no, non si sarebbe sposata con Filippo Melodia, l'uomo che l'aveva sequestrata e violentata, e che il suo onore l'avrebbe salvato diversamente. La vicenda di Franca, passata alla storia come icona del femminismo contemporaneo, rivive nel libro "Niente ci fu" di Beatrice Monroy, protagonista del secondo appuntamento, domenica 15, e la voce di Franca ritorna a farsi sentire in un luogo speciale, quello della sezione femminile del carcere di Borgo San Nicola, in compagnia delle detenute partecipanti al laboratorio di lettura teatralizzata di Koreja nel 2017. A seguire dibattito con Monroy, Elvira Zaccagnino delle edizioni La Meridiana e Rita Russo, direttrice della casa circondariale. Sempre domenica, si inaugura la mostra "Lo sguardo fuori", racconti e voci dal carcere, una serie di ritratti delle detenute realizzati da Francesca Fiorella, esposti al Caffè Letterario.

Sempre domenica 15, va in scena un altro progetto collettivo: quello di Giulio De Leo e della compagnia Menhir, con Lirica_Aradeo, a Palazzo Grassi, ad Aradeo, un inedito affresco corale in musica che coinvolge danzatrici non professioniste over 65.

Lunedì 16, presso i Cantieri Koreja, racconta le storie delle donne di Borgo Pace lo spettacolo "Risvegli", esercizi di stile teatrale, tra una finestra che sbadiglia e una tazzina di caffè, con pensieri, segreti, confessioni liberatorie. Intanto ad Aradeo, spadaccini in scena con i "Cavalieri Erranti", maschere e pantomime dall'Orlando Furioso. Doppia replica, martedì 17 e mercoledì 18 con "WS Tempest", reinterpretazione de "La Tempesta" di Shakespeare a opera del Teatro del Lemming.

Si tiene al Museo Castromediano, martedì 17 luglio, "I quindicimila passi", spettacolo per voce e contrabbasso, con Riccardo Festa e Daniele Roccato, dal testo di Vitaliano Trevisan. Mercoledì 18 e giovedì 19, il castello aragonese di Acaya fa da sfondo a Gli UBU, coproduzione della compagnia Teatrale Katzenmacher e Teatro Koreja, dal testo di Jarry riscritto da Alfonso Santagata. Ospite del Teatro dei Luoghi, giovedì 19, è anche Luca Toracca del Teatro dell'Elfo, con il suo "Una patatina nello zucchero", ironia, umanità e scrittura in punta di penna dal testo di Bennett. Gioca in casa, invece, la compagnia teatrale di Koreja con "Frame", spettacolo ispirato all'universo pittorico di Hopper, diretto da Alessandro Serra, in scena venerdì 20 luglio.

Novità di quest'anno è l'incontro tra Teatro dei Luoghi e Cinema del Reale, due realtà "che negli anni hanno maturato una propria identità forte, connotando l'intero territorio, rilanciano il valore della cultura, la promuovono e possono essere un grimaldello per il marketing territoriale", spiega Tramacere. Sono tre, quindi, gli appuntamenti a Specchia: il primo sabato 21 luglio, con Roberto Latini e la sua performance "Della delicatezza del poco e del niente", mutuato dal mondo poetico di Mariangela Gualtieri.

Sabato 4 e domenica 5 agosto, luogo drella rassegna diventa l'ex Convitto Palmieri di Lecce, con Goffredo Fofi e il premio Gli Asini, che quest'anno sarà conferito allo scrittore Tash Aw, di Taipei.

A settembre, il Teatro dei Luoghi oltrepassa la frontiera del Mediterraneo, per tre repliche a Scutari, Pristina e Tirana, di "Käter i Radës. Il Naufragio", adattamento letterario di Alessandro Leogrande, per la regia di Ivan Fedele. Venerdì 7 settembre, presso il Center for Openness and Dialogue di Tirana, si tiene "Una via maestra", omaggio ad Alessandro Leogrande, con letture, riflessioni, incontri e l'inaugurazione di una strada al giornalista e scrittore pugliese. Nell'occasione, a Leogrande sarà intitolata una strada di Tirana.

Gran finale, venerdì 14 settembre al Teatro Apollo, con Marco Paolini e "TECNO-FILÒ Technology and Me", una performance a metà tra lucida ironia e caustica realtà sulle contraddizione e le assurdità della tecnologia contemporanea.

Info e prenotazioni: 0832/242000; 370/3035395

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