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Opera in Puglia: un reietto contro il mondo

Venerdì, 08 novembre 2019 - Autore/Fonte: Antonio Farì - Categoria: Salento News | Cultura

Con "Rigoletto" Verdi inventa una nuova drammaturgia lirica e lo fa, naturalmente, con i mezzi propri dell'opera, primo fra tutti la vocalità. Il focus della vicenda si definisce netto: Rigoletto contro il mondo, un disgraziato contro tutto ciò che c'è intorno e che ha parvenza di normalità. Il protagonista è lui, un reietto, e lo è in senso assoluto, seppure mosso da una forza più grande (il fato nella variante maledetta). Per condurci in una tale prospettiva Verdi attribuisce al buffone gobbo una vocalità cangiante, adeguata nelle forme e nelle tecniche alle dinamiche psicologiche del derelitto: paterna, sospettosa, irridente, implorante, rabbiosa, disperata.

Gli altri, intorno, declinano invece una vocalità fissa, come maschere ignare della grandezza tragica del dolore e della diversità: Gilda ricama vocalizzi straniati, perché lei è protetta dall'ingenuità o magari protesa col desiderio verso un mondo altro rispetto alle quattro mura di pietra e d'affetto che la imprigionano; il Duca di Mantova è un don Giovanni di seconda categoria, volgare nelle parole, nel tono e in quella vocalità rozza, quadrata, smargiassa; Sparafucile è la voce profonda del male on demand, Maddalena è altrettale al fratello nel soddisfare le richieste, offrendo da parte sua un ristoro lirico mezzano, facile e sensuale.

L'altro strumento di cui si serve Verdi è per forza di cose l'orchestra, con quella arcinota ricerca della "tinta" drammatica che qui raggiunge uno dei suoi culmini, realista ed esplicita quanto capace di sfumature, felicissima in particolare nella definizione dell'ambiente cortigiano, corrotto e luccicante d'inutile.

Eppure, questa straordinaria creazione verdiana sembra richiamare un'altra idea, e cioè che essa sia un'opera espressionista ante litteram, con quel suo determinare la vicenda nella pendolarità fra due estremi: da una parte la fisica e la meccanica sociali che determinano i comportamenti in uomini di fatto incapaci di guardare oltre la loro condizione, dall'altra lo scandaglio dell'animo umano fino alle devastazioni estreme. Il fatto è che già nel Rigoletto (grazie alla musica, che arriva dove la narrazione non può) ci si trova di fatto immersi in un "inaudito clima espressivo", per dirla con le parole legate a un capolavoro lirico espressionista.

Per questo ritorno al Politeama il direttore artistico Giandomenico Vaccari presenta il nuovo allestimento nato della coproduzione fra Opera in Puglia, associazione Coro lirico Città di Rimini "Amintore Galli" e Accademia Nikikai di Osaka (Giappone) e che vede la firma autorevole di Paolo Panizza (regia e luci), Carla Galleri (costumi) e Franco Armieri (scene). Per il cast, nomi di rilievo internazionale: il baritono coreano Leo An nel ruolo di Rigoletto, il giovane tenore Angelo Fiore è il Duca di Mantova, mentre nei panni di Gilda fa il suo debutto a Lecce il giovane soprano Giulia Della Peruta, che si è aggiudicata il ruolo all'ultima edizione del concorso internazionale "Tito Schipa" per giovani cantanti lirici.

Sul podio dell'Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento OLES sale Vlad Conta, direttore stabile dell'Opera di Bucarest, mentre il Coro Opera in Puglia è guidato da Emanuela Aymone.

La Stagione Lirica "Opera in Puglia" di OLES, l'Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento, fa capo alla Regione Puglia, assessorato all'Industria turistica e culturale, con il supporto del Teatro Pubblico Pugliese.

(Antonio Farì)

Recite venerdì 8 novembre (ore 20.45) e domenica 10 novembre (ore 18).

Informazioni e biglietti: 0832/241468.

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