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Paesaggi industriali

facok

Da 09 marzo 2019 a 23 marzo 2019
Mostre
Lecce

Rigenerazione dei volumi periferici della città mediante pratiche artistiche e analisi delle fasi processuali di progettazione, ovvero, la "lettura" di cinque artisti, del paesaggio antropizzato finalizzato alla produttività, nella fattispecie, quello brullo e desolato della zona industriale di Lecce.

"Da cosa nasce cosa. Appunti per una metodologia progettuale" è la collettiva inaugurata il 9 marzo negli spazi di LO.FT di Lecce, che mutua il suo nome dall'intramontabile pubblicazione di Bruno Munari.

La mostra, partendo dagli input direttivi di Munari, sviluppa e amplifica l'indagine sul metodo e le fasi processuali necessarie alla genesi compositiva artistica, muovendosi tra approccio etico e capacità immaginifica. Conoscenza del territorio, sopralluoghi, ausilio di immagini, video e planimetrie, hanno creato così il tessuto connettivo su cui gli artisti hanno potuto elaborare una propria reinterpretazione del contesto. Favorire una riflessione sull'immaginario collettivo, legato a una zona così confinata ed extramoenia, è infatti il focus del progetto che già lo scorso settembre ha dato vita a "Realizza i tuoi sogni" di Gianni D'Urso, installazione tuttora visibile in una delle rotonde delal zona industriale della città.

Cinque differenti azioni espressive, traducono le idee nate in seno a "Immaginario", ambito di studio della terza edizione di Industrial Therapy, programma di residenze artistiche volte a riconsiderare e valorizzare con interventi artistici, l'area industriale della città.

A cura e coordinamento del progetto, il collettivo FAC, composto da Caterina Quarta, Alice Caracciolo, Giuseppe Amedeo Arnesano, centro propulsore di ricerca e connessione tra artisti attraverso programmi di residenza, ma anche organizzatore di mostre, allestimenti ed eventi culturali.

Le declinazioni del tema, all'interno del progetto espositivo, spaziano tra differenti tecniche e media. Così, elementi trovati a guisa di reperti nell'area industriale, pensati come il sostrato di un archeologia del futuro, sono stati riformulati in un'ottica scultorea mentre la possibilità di alterare il concetto di alienazione del luogo, attraverso la scomposizione del suono, reso galleggiante e sospeso, restituisce un'installazione sonora, la performance incontra l'installazione video, dove campeggia il dilatato senso della pausa caffè, l'indagine fotografica dettaglia la frammentazione dei colori del paesaggio. Aurora Paolillo, Veronica Bisesti, g. Olmo stuppia, Lorenzo Galuppo e Gianni D'Urso, sono gli interpreti di questa indagine artistica e cognitiva. (Lara Gigante)

La mostra è visitabile fino al 23 marzo presso LO.FT in via Simini 4/8 a Lecce. Info: 349 8797914

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