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quiWeb: NotMyTrulli, la Valle d'Itria si racconta su Instagram

Mercoledì, 07 novembre 2018 - Autore/Fonte: Valeria Nicoletti - Categoria: Cultura

Il Salento, raccontato dai nuovi media. Con la rubrica quiWeb, pensata esclusivamente per la rivista on-line, vogliamo farvi conoscere quelle realtà "virtuali" che narrano il territorio con un account Instagram, una pagina fb, scritti fruibili solo su schermo, presentandovi personaggi e "cantori" moderni di un territorio che rivela angoli sconosciuti e punti di vista inediti, esplorati attraverso le tecnologie contemporanee.

Oggi chiacchieriamo con Vincenzo, Eligia e Benedetta di #NotMyTrulli, la community su Instagram divenuta popolarissima in pochi mesi, approdando anche sulla celebre colonna destra di Repubblica. Scatti, vacanzieri e ordinari, arsi dal sole e intrisi di bruma d'autunno, di un paesaggio unico al mondo: la Valle d'Itria e i suoi trulli. 

 

- Come nasce NotMyTrulli?

Il progetto NotMyTrulli nasce per caso. Sulla scia di due profili instagram già noti come NotMyNonni e NotMyPanni, ho cominciato a utilizzare l'hashtag #NotMyTrulli in tutti gli scatti che avevano come soggetto i trulli. Mi è stato chiesto più volte di trasformarlo in un profilo dedicato ai trulli ma gestire un secondo profilo, oltre al mio personale, mi sembrava troppo. A questo proposito, ringrazio le mie due attuali socie, Eligia Napoletano (@eligianap) e Benedetta Loconte (@sgrillina) - meglio conosciute come le Valle d'Itria Sisters (@igersvalleditria), che hanno creduto in questa idea sin dall'inizio e a cui hanno dato il via aprendo l'attuale profilo. Senza di loro, tutto questo non sarebbe stato possibile. Da allora si è concretizzata l'idea di raccogliere e condividere le foto più belle dei trulli in un unico profilo e sotto l'hashtag #NotMyTrulli, in modo da restituire la giusta collocazione a tale patrimonio.

 

- In pochissimo tempo, avete raggiunto una straordinaria popolarità. Merito dei trulli, ma anche, e forse soprattutto, dell'idea di comunità, che sta alla base del progetto, di coinvolgimento degli utenti. Come funziona la pagina? Quanti contributi ricevete? Come vengono scelti?

Dobbiamo ammettere che l'immediata popolarità del progetto NotMyTrulli ci ha colti di sorpresa. Sinceramente, non ci aspettavamo tutta questa partecipazione in così poco tempo. Merito sicuramente del fascino storico e artistico di queste antiche costruzioni, fiore all'occhiello della nostra splendida terra. Gli scatti che pubblichiamo vengono scelti tra le numerose foto che vengono pubblicate, taggate e accompagnate dagli utenti utilizzando il nostro hashtag #NotMyTrulli. Il criterio di scelta delle foto è molto semplice: selezioniamo le più belle, a seconda del nostro gusto personale, sperando di offrire a chi ci segue un'ampia varietà di bellezza.

 

- Non solo Alberobello, ma tutta la Valle d'Itria si racconta, in un vero e proprio album fotografico di una regione. Qual è stata la risposta del territorio?

In Puglia abbiamo la fortuna di godere di un patrimonio unico al mondo. Partendo dal complesso dei trulli di Alberobello, patrimonio UNESCO dal 1996, la maggiore concentrazione di trulli la troviamo in Valle d'Itria, specificatamente tra Martina Franca, Locorotondo e Cisternino, nel territorio di Ostuni, lungo la cosiddetta "Murgia dei Trulli" (che comprende alcuni comuni nella provincia di Brindisi e Taranto) e nella Costa dei Trulli (nei pressi di Polignano a Mare). La risposta del territorio è stata sorprendentemente positiva: grazie a #NotMyTrulli abbiamo avuto e tuttora abbiamo modo di scoprire e far conoscere trulli, strutture e masserie a un discreto numero di utenti e potenziali turisti.

Negli ultimi due anni, soprattutto in Valle d'Itria, c'è stato un flusso massiccio di turisti provenienti da ogni parte del mondo, che ha superato ogni preventivata aspettativa. Ci piace pensare di aver contribuito nel nostro piccolo, seppur in minima parte, a questo fenomeno.

 

- NotMyTrulli, ovvero i trulli che ritornano bene di tutti, patrimonio comune. Riappropriarsi di un elemento d'identità territoriale passa anche attraverso la costruzione di un immaginario?

Considerando che l'identità territoriale è strettamente legata alla storia, alla tradizione e alla cultura di un luogo e della popolazione che lo vive, lo anima e lo custodisce, diciamo che la costruzione di un immaginario può aiutare a ristabilire un'identità territoriale più definita, con il fine di proteggere, tutelare e preservare un patrimonio che altrimenti andrebbe perso. Da qui nasce l'idea di NotMyTrulli: il trullo smette di essere "personale", "mio", e riprende la sua naturale collocazione di elemento artistico comune, apprezzato da tutti.

 

- Nella vostra pagina, soprattutto immagini di vacanza, viaggi, sole. Esiste ovviamente un lato altro dei trulli, quello del quotidiano, della gente del posto. Come trova spazio nel vostro racconto per immagini l'idea di trullo come elemento ordinario della quotidianità?

Ogni trullo (o complesso di trulli) è unico, con un proprio stile, una propria storia, con la storia di chi lo abita, lo vive, lo respira, lo visita, lo ristruttura e lo custodisce quotidianamente. Pubblicando gli scatti che selezioniamo, cerchiamo di raccontare tutte queste storie, dalla vacanza del turista di passaggio fino al privato o alla struttura ricettiva che offre al turista ogni comfort possibile, ma sempre con un occhio di riguardo al dettaglio che ricorda la tradizione e la tipicità.

 

- Quali sono i vostri progetti futuri?

Al momento navighiamo a vista ma non ci poniamo limiti, probabilmente apriremo una pagina Facebook. Di certo continueremo a condividere gli scatti più belli ed emozionanti sperando di suscitare ancora curiosità e interesse in chi ci segue. Viva i trulli, viva #NotMyTrulli!

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