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quiWeb: Petrolio, un paese da raccontare

Mercoledì, 10 ottobre 2018 - Autore/Fonte: Valeria Nicoletti - Categoria: Cultura

Il Salento, raccontato dai nuovi media. Con la rubrica quiWeb, pensata esclusivamente per la rivista on-line, vogliamo farvi conoscere quelle realtà "virtuali" che narrano il territorio con un account Instagram, una pagina fb, scritti fruibili solo su schermo, presentandovi personaggi e "cantori" moderni di un territorio che rivela angoli sconosciuti e punti di vista inediti, esplorati attraverso le tecnologie contemporanee.

Un paese ci vuole, diceva Cesare Pavese. Se non altro per andarsene via. Oppure per tornare a raccontarlo, guardarlo quasi con occhi da straniero, riscoprirne i dietro le quinte, gli angoli dimenticati, quelli che nel frattempo sono diventati altri. Fermarsi un attimo, osservare, tendere l'orecchio, "allora è vero".

Questo è Petrolio Mag, protagonista della nostra rubrica quiWeb, una piattaforma di racconto pubblico e informazione di comunità di base a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, fruibile esclusivamente on-line. Petrolio è fatto da Alessandro Leo, Valerio Nisi, Marco Montanaro, Riccardo Ruggiero, Antonio di Summa e Gabriele Fanelli, con la collaborazione di Rita Mariateresa Mascia, Francesco Carriere e Massimiliano Chirico.

Alle domande hanno risposto Alessandro Leo e Valerio Nisi (direttori responsabili).

- Com'era Petrolio prima e com'è adesso? Come e perché è rinato Petrolio?

Le due vite di Petrolio hanno di certo alcune differenze e altri sostanziali tratti comuni. La prima vita, nel biennio 2009-2011, è stata un'esperienza fatta di sperimentazione, divertimento e grande curiosità: si trattava di estrarre il petrolio della piccola comunità francavillese, quel patrimonio di storie, personaggi, tic e costumi che sono identità collettiva e in cui ogni nostro concittadino poteva riconoscersi. Abbiamo raffinato quel petrolio grezzo frullandolo con le nuove tecnologie, la rete e andando in radio con un programma molto amato. Erano altri tempi: un po' più lenti, con un'incidenza minore della tecnologia nelle nostre vite.

Alessandro e Marco erano già Petrolio e si sono poi ritrovati alla fine del 2017 - sarà stata una di quelle giornate piovose di novembre - con qualche anno in più ma con la stessa curiosità di sempre. Grazie a tanti nuovi compagni di strada, durante la scorsa primavera Petrolio è tornato a nuova vita, la seconda: stavolta si tratta di un progetto più maturo, in cui ciascuno di noi porta le proprie competenze professionali. Ci muove l'identica voglia di raccontare cosa si sedimenta nel sottosuolo culturale e sociale della nostra città. Il tratto comune sta nel mantenere i riflettori puntati sempre sul contesto locale: in fondo tutto il mondo è un'estesa provincia e da quella sempre nascono vicende interessanti, spesso riflesso o anticipazione di quanto avviene nel contesto più largo. Frulliamo ancora tutto quanto con le più recenti tecnologie e i diversi linguaggi a disposizione, per creare un racconto pubblico di qualità e stavolta cercando di parlare in particolare ai nuovi, quei ragazzi e quelle ragazze che costruiscono ormai parte della propria realtà sul loro smartphone e che siamo sicuri abbiano la nostra stessa voglia di ficcare il naso dietro le quinte della nostra città.

 

- Petrolio, "allora è vero", si legge sulla vostra home page. Sembra quasi un'espressione di stupore nello scoprire, o riscoprire, angoli di Francavilla. È così?

"Allora è vero" può avere una doppia chiave di lettura. La prima è certamente quella indicata. La ricerca della ricchezza nel nostro paese che si conclude con la piacevole scoperta di storie, racconti che appartengono a un'intera comunità, raccontati perché tutti possano riappropriarsene e farne tesoro. E poi, nell'epoca delle fake news, dei social invasi da opinioni senza fondamento e dal morbo del clickbaiting, #alloraèvero è un po' come dire "ehi, lo dice Petrolio, hanno approfondito la notizia, allora è vero!".

Può sembrare presuntuoso, in realtà è parte dello spirito con cui Petrolio è rinato. Nessuna corsa contro il tempo nel dare notizie non verificate, nessuna concorrenza con i quotidiani online locali: desideriamo raccontare storie approfondendo e parlando direttamente con i protagonisti. Una maniera "slow", magari non consona a questi tempi di velocità, ma è la nostra maniera e i lettori speriamo capiscano che c'è testa, passione e qualità.

 

- Petrolio utilizza video, social, internet. Ma il vostro giornalismo si fa per la strada, andando a cercare le storie, come alla vecchia maniera, dal paradiso dei panini alla festa patronale fino allo speciale, seguitissimo, sulle elezioni amministrative. Cosa vuol dire fare "informazione di comunità" per voi?

La vecchia maniera di fare giornalismo resta la bellezza del mestiere. Se si prova a dare un'occhiata ai vari siti di informazione locale, il risultato è un catalogo di notizie identiche fra loro. Attenzione, questo non è un giudizio di merito su come una notizia venga scritta. Ma il mestiere del giornalista spesso si riduce alla semplice scrittura dietro a uno schermo, al copia-incolla di comunicati stampa o riprese di lanci di agenzia con le solite foto anonime a corredo di un pezzo. Petrolio si muove in due, tre persone, il giornalista che farà le domande, il fotografo, il video-maker e magari qualche collaboratore curioso di conoscere in anteprima e di persona l'intervistato di turno. Scegliamo i luoghi, gli scenari adatti. Se dobbiamo intervistare il tecnico di pallavolo chiediamo a una scuola francavillese di aprirci la palestra in un sabato mattina estivo; o se dobbiamo fare qualche domanda a uno storico gruppo musicale lo facciamo nella loro sala prove.

Abbiamo seguito le elezioni amministrative della scorsa primavera sin dall'inizio della campagna elettorale e fino al ballottaggio, con interviste ai candidati, caffè e confronti fra idee. La nostra diretta Facebook con i risultati del ballottaggio ha appassionato per qualche ora tutta la città. Petrolio era lì, con una squadra divisa fra i seggi, per comunicare a chi, al pc da remoto, aggiornava i dati. Tutto questo per dire che dedichiamo il tempo che merita una storia. Informazione di comunità è anche coinvolgere il paese, dai protagonisti delle storie fino a chi le leggerà: è condivisione di un racconto comune, non solo nel senso social che il termine ha acquisito negli ultimi anni.

 

- Quali sono i progetti futuri di Petrolio?

Continuare a raccontare storie, farlo ancora meglio. C'è anche dell'altro, come la creazione di un'associazione che viaggi di pari passo con la redazione per realizzare nuovi progetti... ma non fateci spoilerare, ché poi si perde la bellezza della sorpresa!

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