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Spaghetti, panzerotti e melanzane: a tavola con i nuovi PAT di Puglia

Martedì, 19 marzo 2019 - Autore/Fonte: Ilaria Panico - Categoria: Attualità

Il più "classico" dei primi di mare: gli spaghetti con le cozze; una succulenta pietanza casereccia: le melanzane ripiene; una preziosa ricetta della nonna: i panzerotti con la ricotta dolce. Oltre alle tante piccole storie familiari, a varie chicche e ai differenti modi di preparazione che variano da casa a casa, da mani a mani, hanno "ufficialmente" una loro storia, una tradizione e un legame con il territorio insigniti della denominazione di Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT).

L'importante riconoscimento arriva con l'aggiornamento dell'elenco nazionale dei PAT del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo approvato con proprio decreto del 7 febbraio 2019, e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Insieme ai tre piatti della gastronomia tradizionale salentina, la lista dei PAT pugliesi si arricchisce con la bietola di campagna o bietola selvatica, il "cucummaru" di San Donato, il grespino o sivone (meglio conosciuti nel Salento come "zanguni"), il lampascione, la meloncella tonda di Galatina, i meloni di Brindisi e, allargando a tutta la Puglia, la percoca di Loconia (frazione di Canosa).

Con la revisione del 2019 sale così a 285 il numero totale di prodotti agroalimentari pugliesi certificati dal Ministero per tramite regionale (e su proposta di soggetti terzi): un biglietto da visita non di poco conto per la produzione agricola e agroalimentare di qualità, che va incontro alla sempre più crescente domanda di tipicità locale abbinata alla genuinità di ciò che portiamo sulle tavole.

Il requisito fondamentale per ottenere il riconoscimento di Prodotto Agroalimentare Tradizionale è quello di essere "ottenuto con metodo di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate nel tempo, omogenei per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, per un periodo non inferiore ai venticinque anni".

I PAT rappresentano, quindi, quelle piccole realtà fortemente legate alla cultura e al luogo di produzione, da cui ereditano caratteristiche particolari che le rendono uniche e si differenziano dai Prodotti di Origine Protetta perché non necessariamente tutta la filiera agroalimentare che li realizza è limitata a un luogo ristretto.

Emblema della ricca cultura agroalimentare, i nuovi PAT Pugliesi, sono uno stimolo per continuare a fare sempre meglio nella valorizzazione e diffusione di un tesoro di gusti, sapori e biodiversità.

(Ilaria Panico)

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