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Un “Vento di soave” che spira lontano e vince a Toronto

Domenica, 06 maggio 2018 - - Categoria: Cultura

"Con la sua epopea e le storie di una comunità, questa sottile esposizione del degrado ambientale conquista gli spettatori con l'inaspettata potenza di composizioni eleganti e con una narrazione sentita, attuale, pungente".

Queste le motivazione che hanno portato "Vento di soave", il nuovo lavoro del regista salentino Corrado Punzi, a vincere il gran premio della giuria "Best international feature" nella prestigiosa sezione "international spectrum" dell'Hot Docs Canadian International Documentary Festival di Toronto.

Il documentario racconta la città di Brindisi e la sua "aria", le storie di ostinata ma contraddittoria opposizione a due giganti, il petrolchimico Eni e la centrale a carbone Enel, tra quelle che, in Europa, emettono più sostanze inquinanti. Prodotto dalla Fluid Video Crew di Davide Barletti e dal collettivo cinematografico Muud Film, sostenuto da Regional Film Fund della Regione Puglia e da Apulia Film Commission, il film restituisce la complessità del tema, attraverso la molteplicità delle prospettive.

A ispirare il titolo l'ormai famigerata centrale a carbone "Federico II", e un passo tratto dalla Divina Commedia: "Quest'è la luce de la gran Costanza che del secondo vento di Soave generò 'l terzo e l'ultima possanza" (Paradiso, Canto III), dove "vento di Soave" è l'espressione con cui Dante si riferisce alla dinastia sveva, sotto la quale la città adriatica visse i suoi anni di prestigio culturale e commerciale.

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